La manifestazione
Due accattoni molesti bloccati in centro storico
La pattuglia interforze individua i questuanti aggressivi: un nigeriano aveva una condanna da scontare, ma era libero per mancata notifica
LUCCA. Dalle parole ai fatti. La lotta all’accattonaggio molesto annunciata dall’assessore con delega alla polizia municipale Francesco Raspini inizia ufficialmente ieri mattina alle 7,30 quando una pattuglia interforze rigorosamente in borghese (tre agenti dei vigili urbani al comando di un ispettore e due carabinieri del comando provinciale) percorre le vie del centro storico nel quadrilatero compreso tra piazza San Salvatore, via Buia, via S. Lucia, via Calderia e piazza S. Michele dove da tempo si aggirano venditori fastidiosi e questuanti molesti. Obiettivo: allontanare dal salotto buono della città i mendicanti petulanti e aggressivi. Che per l’amministrazione comunale non sono più di dieci. Tra l’altro già individuati, monitorati e fotografati. Perché nessun vuol perseguire chi chiede l’elemosina, ma si comporta bene senza molestare i passanti e pressarli per ottenere del denaro.
Fermati due extracomunitari. L’attività porta subito frutti. Due immigrati che si aggirano tra via S. Lucia e via Buia chiedono l’elemosina in modo insistente e fastidioso. Seguono il turista o il passante, specie se è donna o anziano, e con modi spicci pretendono soldi. Uno viene condotto al comando provinciale di Cortile degli Svizzeri per i dovuti controlli amministrativi relativi alla regolarità della permanenza sul territorio nazionale. Ma è in regola e per lui non scatta il foglio di via obbligatorio proposto. L’altro viene accompagnato dalla pattuglia della polizia municipale al comando. Si chiama Edomwony Bright, 31 anni, nigeriano, residente a Scandicci. È titolare di un permesso di soggiorno scaduto. Motivo? Il rinnovo era stato sospeso a causa di una serie di reati commessi in Italia: spaccio di droga, resistenza violenza e lesioni a pubblico ufficiale. Viene trasferito in questura dove gli contestano il reato di inosservanza di un provvedimento dell’autorità reato punito con l’arresto sino a tre mesi o l’ammenda sino a 206 euro.
Carcerazione inapplicata. La polizia scopre che nei confronti del nigeriano pende la notifica di un provvedimento di esecuzione pena che alla fine della mattinata i carabinieri gli consegnano. In base di un decreto penale di condanna avrebbe dovuto scontare 2 anni e 4 mesi e poteva scegliere tra il carcere e i lavori socialmente utili. Ma con la mancata notifica aveva scelto di starsene libero. Adesso avrà un mese di tempo per presentare istanza per la concessione della misura alternativa alla detenzione altrimenti in carcere, sempre ammesso che venga trovato di nuovo, ci finirà davvero.
Tempi biblici. Il servizio contro gli accattoni molesti proseguirà a cadenza settimanale nonostante un problema emerso durante questa prima uscita. I tempi biblici. Gli accertamenti sulla reale identità e sui precedenti dei due fermati si sono protratti sino alle 13,30. Ore sottratte al servizio effettivo sulla strada. Servono normative più snelle e iter più rapidi. E la possibilità di rilasciare fogli di via obbligatori e misure di contrasto con maggiore facilità.
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