Il Tirreno

Lucca

Scarichi fognari sull’uscio di casa per colpa di tubazioni colabrodo

di Luca Tronchetti
Scarichi fognari sull’uscio di casa per colpa di tubazioni colabrodo

Una coppia proprietaria di un’abitazione a Gello di Pescaglia costretta a rivolgersi al giudice civile per l’inquinamento di un torrente causato da una conduttura del 1973 mai riparata da Gaia Spa

3 MINUTI DI LETTURA





PESCAGLIA. Sul terreno di loro proprietà e nel torrente che attraversa la loro casa di campagna finiscono liquami maleodoranti provenienti dagli scarichi fognari: dai residui di carta igienica agli assorbenti. Una presenza visibile e facilmente rilevabile anche a livello olfattivo. Eppure dal 15 novembre 2008 una coppia che abita nella frazione di Gello di Pescaglia in località “Al Molino” è costretta a convivere con una situazione di grave rischio igienico-ambientale con contaminazione dell’acqua tanto che di recente è stato aperto un fascicolo anche dalla procura. Ma al momento Gaia S.p.a, il gestore del servizio idrico integrato dal gennaio 2005, non ha riconosciuto ai coniugi il diritto alla realizzazione degli interventi necessari per eliminare la presenza di reflui (acque chiare e luride) nel terreno di loro proprietà e nel torrente “Solco dei Molini”. Questo nonostante un contenzioso di natura civilistica instaurato nell’aprile 2014 e che ha portato il consulente tecnico nominato dal tribunale per l’accertamento preventivo a riferire al giudice che «i risultati hanno evidenziato fenomeni di rilascio di liquami in atto sia nel terreno che nelle acque superificiali, è presente una forte contaminazione batteriologica delle acque in superficie che lambiscono la casa e il fenomeno di rilascio di liquami nell’acqua e nel terreno provoca cattivi odori che impediscono l’uso della proprietà nell’area esterna dell’abitazione». Più chiaro di così...

I fatti. I coniugi Paolo Deverio e Paola Luschini che abitano a San Concordio sono proprietari di un terreno adibito a castagneto e di due immobili per uso abitativo a Gello di Pescaglia. Entrambi pensionati, lui ex imprenditore, avevano acquistato il fabbricato per trascorrere i periodi di relax e le ferie estive. Una zona verde con il torrente “Solco dei Molini” che attraversa da nord a sud la proprietà. Nel 1973 il comune di Pescaglia lungo la ripida sponda destra del ruscello mise in opera una tubazione parzialmente interrata in calcestruzzo con diametro di 40 centimetri per la raccolta e il convogliamento dei reflui provenienti dal centro abitato di Gello. Già da anni fa la coppia aveva constatato la presenza di liquami sul terreno e nel torrente con i cattivi odori percepibili anche all’interno della casa. Così dopo aver rappresentato il loro disagio all’amministrazione di Pescaglia decidevano di conferire l’incarico a un consulente di fiducia per svolgere accertamenti specifici sullo stato dei luoghi.

Tubi rotti. Sin dall’inizio emerse che le tubazioni presentavano diverse fessure a causa dell’usura visto che da 42 anni nessuno e quindi neanche Gaia Spa che gestisce il servizio idrico integrato (acqua, fogne, depurazione acque reflue) ha mai effettuato lavori di messa a norma delle tubazioni. Tra l’altro le infiltrazioni potrebbero essere causa di frane per tutta l’area interessata e il fattore inquinante è riscontrabile anche attraverso analisi chimico-batteriologiche con la presenza di colibatteri in grado di costituire pericolo per la salute delle persone.

Ricorso al giudice. Così nel giugno 2014 i coniugi Deverio sono stati costretti, attraverso l’avvocato Luca Fontirossi, a ricorrere al giudice per ottenere la condanna di Gaia Spa a realizzare gli interventi necessari alle tubazioni e il risarcimento dei danni subiti. Tra l’altro la consulenza tecnica del geometra Andrea Centoni nominato dal giudice istruttore non lascia spazi interpretativi. Perché i dati rilevati testimoniano la compromissione dello stato igienico del fiumiciattolo con inquinamento dell’acqua a monte e a valle dell’abitazione e un pericolo batteriologico che impatta sul cortile e sui passi d’accesso della casa e la compromissione dei terreni circostanti al ruscello che comporta la limitazione dell’uso dell’immobile per le maleodoranze provenienti dal rio sia d’inverno che d’estate. La consulenza è stata depositata a maggio. Ma tre mesi dopo la situazione è ancora la stessa.

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Gioco

Superenalotto, i numeri vincenti di oggi – Jackpot da 41,9 milioni di euro

di Redazione web