Il Tirreno

Lucca

Cinquemila addetti col fiato sospeso

di Barbara Antoni
Cinquemila addetti col fiato sospeso

Ctt Nord si candida, tramite Mobit, a essere gestore regionale. Se non vincerà i suoi dipendenti potranno essere trasferiti

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LUCCA. Stanno col fiato sospeso i circa cinquemila dipendenti delle aziende del trasporto pubblico toscane che, confluite nel consorzio Mobit (acronimo per “mobilità toscana”), attendono l’esito della gara regionale di evidenza europea per l’affidamento a un gestore unico dell’intero trasporto pubblico toscano.

All’interno di Mobit ci sono il Ctt Nord (consorzio della Toscana Nord in cui si sono fuse Vaibus di Lucca, Atl di Livorno, Cpt di Pisa e l’azienda di Massa Carrara) la Tn (per i territori di Arezzo, Siena, Grosseto, Piombino), la società Bus Italia (area fiorentina), Cap (Prato e Firenze) e Copit (Pistoia).

Mobit, lo scorso 22 luglio, data di scadenza del bando regionale, ha presentato la sua candidatura alla gestione del trasporto pubblico regionale.

La proposta del consorzio dovrà vedersela con quella di Autolinee Toscane, società con sede a Borgo San Lorenzo ma controllata da Ratp, il gigante francese dei trasporti di proprietà pubblica (ha sede nel territorio dell’Ile de France) che già gestisce i servizi della tramvia fiorentina.

Un appalto enorme, un valore a base d’asta di 2,7 miliardi di euro per undici anni di trasporto pubblico regionale (del costo medio quindi di 250milioni l’anno) a copertura del territorio di tredici bacini di utenza in cui la nostra regione è suddivisa.

Se Mobit riuscirà ad aggiudicarsi il servizio regionale per undici anni i suoi cinquemila dipendenti non avranno di che temere: saranno mantenuti gli accordi esistenti all’interno delle singole aziende che ne fanno parte, anche quelli siglati nella contrattazione sindacale di secondo livello.

Diversamente succederà se invece la commissione esaminatrice delle offerte pervenute affiderà l’appalto ad Autolinee Ttoscane.

Il problema in questo caso per i dipendenti toscani del trasporto pubblico non sarà il mantenimento del posto di lavoro: sta scritto nel bando infatti che la società vincitrice ha l’obbligo di rilevare il personale esistente. Inquieta di più un altro punto, anzi due: il fatto che il gestore unico potrà operare in via unilaterale la disdetta di accordi di secondo livello raggiunti internamente alle società di provenienza (riguardanti ad esempio il salario) e il fatto che, pur mantenendo i posti di lavoro, il gestore unico avrà la possibilità di spostare gli addetti da un territorio all’altro. E quindi un dipendente di Lucca potrebbe trovarsi davanti a un trasferimento ad Arezzo, piuttosto uno di Pisa potrebbe essere dirottato a Siena o Firenze, solo per fare alcuni esempi.

Inutile dire che l’attesa del verdetto della commissione esaminatrice - già convocata dalla Regione e insediata, nonostante il periodo agostano - è forte e pieno di preoccupazioni.

Dall’altra parte, la tempestività con cui la Regione ha istituito la commissione fa pensare che si voglia chiudere il bando nel più stretto tempo utile.

Le prime notizie sulla valutazione delle due proposte, secondo le informazioni raccolte, dovrebbero arrivare verso ottobre. La commissione infatti dovrà esprimersi dando punteggi separatamente al progetto e all’offerta economica contenuti nelle singole proposte (il progetto vale per il quaranta per cento, l’offerta economica per il sessanta).

Non finisce qui: in ballo ci sono anche bandi per la gestione del trasporto pubblico in territori cosiddetti “deboli”, come possono essere territori montani o con caratteristiche morfologiche tali da necessitare un trasporto pubblico adeguato. Il consorzio Mobit si è candidato a gestire il servizio di trasporto pubblico anche in queste zone. E conta - per tutti i bandi a cui ha partecipato - molto sulla modernità dei suoi servizi (quelli già attivati sui territori serviti dalle singole aziende che vi sono confluite, come la bigliettazione elettronica, supporti per facilitare l’accessibilità degli utenti portatori di handicap eccetera).

Il Ctt, per questione di dimensioni, è il consorzio maggioritario all’interno di Mobit, e quindi capofila per quanto riguarda la partecipazione al bando regionale.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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