Il dolore
Ventimila posti in piazza? Spostiamo statua e lampioni
La proposta choc di D’Alessandro per il Summer 2016 Il patron vuole a ottobre i nullaosta per la nuova rassegna
LUCCA. Recuperare tra cinque e seimila posti in piazza Napoleone, portandola alla capienza di ventimila spettatori è possibile, secondo il patron del Summer Festival Mimmo D’Alessandro. La ricetta, almeno in parte, lui ce l’ha già: spostare per il tempo della rassegna la statua di Maria Luisa di Borbone e i quattro lampioni che delimitano il quadrato del suo basamento. Proposta che fa sgranare gli occhi al vicesindaco Maria Ilaria Vietina, presente all’esposizione dei risultati dell’indagine sull’edizione 2015 del festival commissionata alla Ipsos di Nando Pagnoncelli.
Della proposta choc si parlerà presto, a settembre, quando è in programma il primo confronto tra Comune e festival in vista dell’edizione 2016. D’Alessandro lo dice chiaro: basta con le autorizzazioni dell’ultimo minuto, le corse contro il tempo per allestire la manifestazione. «Anche quest’anno - dice - se avessimo avuto tutti i nullaosta per tempo, avremmo potuto fare molto di più». E non si pente di nessuna delle polemiche che ha inscenato, perché «sono state utili».
D’Alessandro è drastico, ma dalla sua ha la forza che il festival rappresenta per la città. Ovvero, a consuntivo, un giro di affari indotto per Lucca stimabile almeno in 15 milioni di euro.
Non tesi campate in aria ma il risultato dei dati raccolti ed elaborati dalla Ipsos.
È stato verificato, infatti, che il 33,6% degli spettatori dei concerti si fermano a Lucca a dormire. La media delle notti ammonta a 1,8 per il pubblico italiano, a 3 per quello straniero. Quindi, come argomenta il presidente onorario del Summer Festival Alan Friedman, uno spettatore su tre ha dormito a Lucca. Gli spettatori del festival edizione 2015 sono stati 90mila. Considerata una spesa pro capite di 500 euro per una media di due notti per 30mila persone si ottengono i quindici milioni.
Perché il Summer, viene ulteriormente spiegato, non porta solo persone negli alberghi. Si calcola che il pubblico che arriva a Lucca per assistere a un concerto consumi almeno un pasto nei locali della città (il 96% del totale) e che faccia acquisti nei suoi negozi (il 43%).
In prevalenza gli acquisti sono stati effettuati lo scorso luglio nei negozi di abbigliamento (23%) seguiti da quelli di gastronomia (12), libri e riviste (10), enoteche (7), alimentari (6), casalinghi (3), altri tipi di acquisti (5). In particolare, salta agli occhi il totale rappresentato da gastronomia, enoteche, alimentari: si raggiunge un monte acquisti effettuati dal 25% del pubblico del Summer, a testimonianza della particolare predilezione di chi viene da fuori Lucca per i prodotti tipici locali.
E sempre in tema di indotto economico “provocato” dal Summer ci sono le visite ai monumenti e le gite fuori porta che la permanenza di almeno una notte in attesa del concerto porta con sè. Il risultato? Il 34% degli spettatori ha visitato la torre Guinigi (il monumento preferito), mentre il 51% ha optato per una visita ad altre città toscane, a Viareggio e le Cinque Terre, alle colline fuori Lucca.
D’Alessandro incassa il risultato e ringrazia tutti, i suoi collaboratori in primo luogo e l’amministrazione. La cittadinanza onoraria? «Non mi interessa. Doveva essere un moto spontaneo e non è stato». Ora deve lavorare al Summer 2016 e alla riapertura di Bussoladomani.
Barbara Antoni
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