Sicurezza
Torna la grande festa per il “martire bambino”
A Casabasciana la processione che si tiene ogni cinque anni per San Primo Quest’anno fa il “debutto” alla cerimonia l’arcivescovo Italo Castellani
BAGNI DI LUCCA. Festa solenne quella che si terrà oggi a Casabasciana per rendere omaggio a San Primo, martire bambino: il paese è in festa e c'è grande attesa per l'arrivo del Vescovo di Lucca Monsignor Italo Castellani. Una giornata di particolarmente sentita da tutti gli abitanti del paese che quest'anno accoglieranno per la prima volta il vescovo di Lucca con orgoglio e emozione: i preparativi per questa giornata proseguono senza sosta.
È con trasporto che don Emanuele Rosi spiega il significato di questa ricorrenza che sicuramente richiamerà tantissime persone nella Pieve dei santi Quirico e Giulitta. «Ogni cinque anni si ripete questo rito solenne che consiste nello scoprire e portare in processione lungo le vie del paese le spoglie di questo bambino che fu martirizzato durante il periodo delle grandi persecuzioni dei cristiani, colpevole solo della sua fede. San Primo fu portato da Roma a Casabasciana nella prima metà dell'Ottocento grazie all'interessamento all'inizio di un padre gesuita originario proprio di Casabasciana, padre Silvestro Iacopucci. Iacopucci vivendo a Roma aveva avuto modo di visitare con frequenza le catacombe ed essendo molto legato al suo paese di origine pensò fosse giusto portare il corpo di un martire nella Chiesa della sua terra, dove era vissuto da bambino e in seguito, cresciuto. All'inizio questo suo desiderio fu però ostacolato dal pievano del tempo di Casabasciana, il quale rifiutò categoricamente la proposta fatta dal gesuita che poco dopo morì improvvisamente a Genova, dove si trovava per problemi di salute».
Fu però grazie all'interessamento di padre Carlo Antonio Iacopucci, fratello di Silvestro e anch'esso gesuita che la volontà del defunto andò avanti: dopo ricerche e studi fu possibile iniziare l'opera per far arrivare a Casabasciana le spoglie di un bambino ritrovate nelle catacombe di Sant’Ippolito il 28 dicembre 1831, resti che furono ritrovati insieme a un vaso di vetro che ne conteneva il sangue e una lapide dove era riportato il nome del bambino e la sua età: “Primo, ucciso all'età di quattro anni e otto mesi”.
Come da consuetudine all'inizio le spoglie del bambino vennero trasportate e custodite nel vicariato di Roma a Sant'Apollinare. Ma padre Carlo Antonio non si dette per vinto e continuò nel suo intento: il 7 agosto 1832 venne concesso da parte del Papa il permesso di trasportare San Primo a Casabasciana. Venne così consegnato a Iacopucci il corpo del povero bambino che fu collocato all'interno di un'urna preziosa e inizialmente venerato a Roma per poi partire finalmente per la terra lucchese il 22 febbraio 1833. Dopo una sosta a Viareggio nella chiesa dei Francescani fu portato fino a Lucca in processione. A Lucca sostò in diverse chiese e monasteri per giungere a Casabasciana il 25 maggio 1833.
Come afferma don Emanuele Rosi non ci sono molte notizie su San Primo ma secondo le testimonianze del Martirologio romano era figlio dei santi Claudio e Prepedigna subì il martirio sotto l'imperatore Diocleziano.
La data della festa fu stabilita da Papa Gregorio XVI che decise tra l'ottava di san Lorenzo, in pratica la seconda domenica del mese di agosto. Fin dal suo arrivo il paese di Casabasciana ha dimostrato per questo bambino martire, una grandissima devozione: ancora oggi le persone che giungono da fuori e che ricorrono a lui per chiedere grazie sono tantissime.
Quest'anno la giornata assume una solennità maggiore e gli abitanti aspettano con trepidazione l'arrivo di monsignor Castellani.
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