Il Tirreno

Lucca

Stop ai bagni nel Serchio, ma il divieto è ignorato

di Federica Scintu
Stop ai bagni nel Serchio, ma il divieto è ignorato

L’ordinanza è in vigore da qualche giorno ma sono in pochi a rispettarla. Viaggio sul fiume tra i bagnanti scontenti che chiedono più controlli

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LUCCA. «Qui è terra di nessuno e quest'ordinanza l'hanno fatta solo per pulirsi la coscienza». Gemma prende il sole sotto la passerella pedonale che attraversa il fiume, a poche centinaia di metri dal punto in cui circa un mese fa è annegato un ragazzo di 20 anni, Sadun Hasal Perera Quranage, e commenta così il divieto di balneazione imposto dal Comune poco meno di una settimana fa. «Io il bagno non lo faccio - continua Gemma mentre dietro di lei diverse persone nuotano con tanto di materassino - ma comunque, da quando sono arrivata, nessuno è venuto a controllare se viene rispettata o meno».

Vicino al ponte di Monte di San Quirico i bagnanti sono ancora di più: è una domenica piuttosto afosa e se c'è chi si limita a prendere il sole, sono in tanti a non riuscire a stare lontani dall’acqua. Eppure il divieto di balneazione c'è anche qui, come si legge sul cartello in tre lingue che precede la discesa verso il fiume.

Qualcuno però, “pizzicato” proprio nel momento in cui esce dall’acqua nega di averlo visto... . Alle loro spalle, dall’altra parte dell’alveo, anche qui a pochi metri da sdario e asciugamani, il 22 luglio è annegato un uomo di 33 anni, Mamadou Bakayoko.

«Io ci vengo il sabato e la domenica - racconta Edlira Kodrasi - e qui il bagno lo fanno sempre. Stamattina sono passati dei ragazzi dell’Alac-Salvaguardia ambientale e hanno distribuito dei volantini con tutte le regole da rispettare nel parco fluviale, compresi il divieto di balneazione e quello di accendere i fuochi, ma nessuno li rispetta comunque. Oltretutto, nessuno è stato multato».

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Sempre Edlira ci racconta anche che ieri mattina, «c’è stato chi, proprio in quel punto, ha portato una bombola a gas per cucinare e ha acceso il fuoco per fare una grigliata nonostante avessero letto sul volantino che non era consentito farlo». Il malumore tra i bagnanti è diffuso e in tanti si lamentano per un divieto di balneazione che non comprendono né condividono e per il fatto che i controlli siano troppo blandi.

Tra questi c’è anche Maria Vittoria Menconi, residente a Massa Macinaia ma che, da una vita, viene fare il bagno nel Serchio: «Io nuoto dove non c’è pericolo e comunque non è possibile che i lucchesi che da 30 anni vengono a fare il bagno qui, che quindi conoscono i pericoli del fiume, non possano più farlo perché due persone sono annegate. Gli incidenti succedono». Sempre secondo Maria Vittoria, «l’ordinanza serve a poco se non ci sono i controlli. I ragazzi - racconta - vengono al fiume e spesso cominciano a bere dalla mattina, quindi è più facile che così facendo si sentano male quando si buttano in acqua. La gente che viene a trascorrere un po’ di tempo qui ha anche paura, perché i controlli non ci sono e quando io stessa ho chiamato le forze dell’ordine, non è venuto nessuno». Anche per Simonetta, il problema è soprattutto l’incoscienza di chi frequenta il fiume: «Io ogni tanto vengo la domenica e gente ce n’è sempre tanta. Per me l’ordinanza serve a poco anche perché chi si butta nel fiume dopo aver appena mangiato o bevuto, oppure sapendo di non riuscire a nuotare, dovrebbe sapere a quali rischi va incontro».

La pensa allo stesso modo anche Stefano De Ranieri: «C’è il divieto di balneazione ma il bagno la gente lo fa lo stesso. Io vengo la domenica a passare un po’ di tempo con la mia famiglia - continua Stefano - e chi conosce il fiume sa che è pericoloso per le forti correnti e le buche. Ma secondo me è come quando vai al mare e ti butti anche se vedi che è mosso, sai cosa rischi. Allo stesso modo sulle strade capitano gli incidenti, ma quelle non possono certo chiudere. Ecco perché secondo me quest’ordinanza serve a poco». Intanto i bagnanti continuano la loro nuotata sotto la passerella pedonale del parco. I cartelli in tre lingue, non sono stati sufficienti per farli uscire dall’acqua.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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