Il Tirreno

Lucca

Forti danni ai raccolti per via della siccità

L’allarme della Cia: «Mais, girasole e sorgo bruciati, olive a rischio per il 30%. E si produce meno latte»

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LUCCA. Danni ingenti ai raccolti di mais, girasole e sorgo bruciati da una siccità che non ha dato tregua in luglio. Ma anche uva e olive sono state danneggiate dall'ondata di grande caldo che ha messo in ginocchio l'agricoltura lucchese. Il grido di allarme arriva dagli agricoltori Cia della Piana. «I danni maggiori – spiega il presidente Cia Toscana Nord, Piero Tartagni - sono alle colture dei seminativi, cioè mais, girasole e sorgo: in alcune zone abbiamo perso quasi il 70 per cento della produzione e si può considerare che metà della produzione lucchese è stato bruciato da questa prolungata siccità». Un po' meglio le piante da orto salvate da canali irrigui e corsi d'acqua.

Le temperature bollenti di luglio hanno creato problemi anche alle coltivazioni di patate da mensa, pregiudicando la sanità del tubero. «Secondo le nostre stime auest'anno a Lucca avremo un 50-60 per cento di patate in meno», continua. Enon va molto meglio nemmeno per l'uva e le olive. «Anche quest'anno - continua Tartagni - la produzione dell'olio sarà nettamente inferiore a quella che ci si aspetterebbe nella nostra zona: abbiamo calcolato che, per il caldo che ha colpito la Lucchesia tra fine maggio e inizio giugno, cioè nel momento della fioritura degli olivi, e della successiva siccità, si avrà un 30 per cento in meno di produzione di olio».

Stesso discorso per l'uva, che, per la mancanza di pioggia vede un forte rallentamento della maturazione fenolica e un aumento di quella alcolica, che potrebbe compromettere la qualità del vino del 2015. Tra gli effetti collaterali un aumento dei prezzi del mangime per il bestiame e quindi disagi per gli agricoltori già in difficoltà. Sempre in merito agli animali, il calore prolungato sta causando una sostanziale diminuzione della produzione del latte giornaliero delle mucche. Un problema ormai cronico quello degli sbalzi climatici. «Sono 15 anni – afferma Tartagni – che assistiamo a cambiamenti climatici che comportano estati o torride come quella che stiamo vivendo, o e piovose come lo scorso anno, a cui si aggiungono i fenomeni non prevedibili ed estemporanei, come la forte grandinata di giugno. Per questa ragione, come Cia Toscana Nord chiediamo alla Regione a tutte le amministrazioni un impegno. Il solo modo per far fronte a una situazione che rischia di essere di perenne emergenza, sia quella di studiare strumenti assicurativi che permettano la stessa sopravvivenza di chi lavora nel comparto agricolo». (n.n.)  

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