Il Tirreno

Lucca

Finisce all’asta il “tesoro” Maionchi

di Luca Cinotti
Finisce all’asta il “tesoro” Maionchi

Lucca, dopo il fallimento del molino saranno “battuti” decine di immobili di proprietà. Oltre a una villa, ci sono un grosso edificio direzionale e molti fondi commerciali

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LUCCA. C’è un tesoro che sta per andare all’asta. Un tesoro di mattoni, cemento e anche un pizzico di storia, perché si parla di immobili che appartengono al patrimonio della famiglia Maionchi, uno dei nomi storici della molitoria lucchese. Tanti beni (19 lotti in totale) che andranno all’asta dopo il fallimento, decretato lo scorso anno, della società che gestiva il molino di via del Brennero. Nel 2009, infatti, era avvenuta la fusione con l’Immobiliare Maionchi, che aveva portato “in dote” gli immobili che dopo le vacanze andranno all’incanto.

La villa storica. Il bene più prestigioso fra quelli che saranno venduti, come primo tentativo, il prossimo 10 ottobre nello studio del ragioniere Andrea Murri è una villa storica che si trova in via della Billona alla Cappella. Un immobile principale tra tre piani e 190 metri quadri di superficie, oltre a una casa colonica e a un rustico annessi e a un grande giardino. La base d’asta, secondo la perizia, è di 2.160.000 euro.

L’immobile direzionale. Un altro importante complesso messo all’asta è l’edificio che si trova in via Passaglia a poche decine di metri dall’incrocio con Borgo Giannotti. Un immobile a tre piani che, fino a qualche anno fa, ha ospitato anche la commissione medico legale dell’Asl per le certificazioni delle invalidità. Complessivamente vi possono trovar posto circa trenta uffici e, al momento, è sfitto. Il prezzo base, in questo caso, è di 880.000 euro.

Monte San Quirico. Quattro lotti della maxiasta riguardano invece un immobile che si trova a Monte San Quirico, sulla via per Sant’Alessio. Il primo è quello che ospita in affitto il ristorante “Il bamboro” (che ovviamente è del tutto estraneo alla procedura fallimentare): base d’asta fissata a 240.000 euro. Nel secondo (base 48.000 euro), adibito a ufficio, al momento non c’è nessuno, mentre è occupato - sempre a uso ufficio - il terzo lotto con base a 136.000 euro. Infine, un quarto locale è adibito a laboratorio e attualmente non è occupato: base d’asta 35.200 euro.

San Concordio. Altro complesso a destinazione “mista” è quello in vendita, in sei distinti lotti, a San Concordio, fra via Squaglia e via Bastia. Il primo (base 185.600 euro) ospita un bar-ristorante; il secondo (72.000 euro) un’edicola; il terzo un ufficio (132.000 euro); il quarto è un’abitazione da 44.800 euro, mentre il quinto è un altro ufficio da 80.800 euro. Infine, c’è il terreno utilizzato a parcheggio che vale 36.000 euro.

Gli altri lotti. La vendita si sposterà anche su Capannori, per un appartamento in via Carlo Piaggia, dal valore di 59.200 euro. In Borgo Giannotti si trova invece un immobile che comprende un laboratorio (prezzo base 60.000 euro) e un appartamento di 100 mq, sfitto, da 100.000 euro. Infine, in via del Brennero c’è un magazzino da 20.000 euro e alla Cappella un terreno da 6.000 euro.

E il molino? In tutto questo elenco, come si vede, manca il molino di via del Brennero. Questo perché il cuore dell’attività industriale della società fallita ha seguito un’altra strada. Da tempo, infatti, al suo interno lavora il gruppo Casillo, che ha già presentato un’offerta irrevocabile di acquisto di 1.300.000 euro. Soldi ai quali sono stati scorporati i canoni di affitto e che quindi scende a 1.160.000 euro. Chi è interessato all’acquisto, dunque, dovrà far pervenire in busta chiusa un’offerta superiore a questa cifra: la scadenza è fissata al prossimo 9 settembre. Se un’offerta supererà quella del gruppo Casillo, quest’ultimo avrà diritto di prelazione per rilanciare e aggiudicarsi l’edificio e il marchio. Questo, fra l’altro, è il percorso seguito dall’altra società che faceva capo ai Maionchi e che gestiva il molino San Pietro a Vico all’Acquacalda: in questo caso il traguardo è già stato raggiunto e il gruppo pugliese si è aggiudicato l’industria per due milioni e mezzo.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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