Il Tirreno

Lucca

Cimitero recuperato dopo la tempesta di vento

Terminati i lavori al camposanto di Corsena danneggiato dall’uragano di marzo Le salme sono state ricollocate nella loro posizione originaria. Soddisfatto Betti

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BAGNI DI LUCCA. Terminati i lavori al camposanto di Corsena, devastato dalla bufera di vento del 5 marzo che aveva provocato ingenti danni alle tombe, su cui erano cauti due grossi pini. Da alcuni giorni è possibile accedere normalmente al cimitero dalla entrata principale, senza dover salire dalla parte più in alto che si trova sulla strada della Controneria.

Il 5 marzo si era presentato un quadro da dopoguerra: smottamenti, il muro di recinzione che aveva avuto danni, radici che fuoriuscivano dal terreno. Addirittura alcune bare erano uscite dal terreno. Dopo un periodo di tempi più lunghi durante i quali i lavori di ripristino hanno subìto un arresto, ora tutto è tornato alla normalità e gli abitanti del capoluogo possono finalmente fare visita alle tombe dei propri cari. La parte destra del muro di recinzione che era stata danneggiata è stata murata a nuovo usando le pietre originali e sono state ripristinate e sistemate le tombe che si trovano lì vicino, maggiormente danneggiate rispetto ad altre. Le salme hanno avuto la collocazione originaria e tutto è tornato come prima: solo due salme saranno probabilmente collocate negli ossari, per motivi familiari. La terra e i detriti che si trovavano sul piazzale antistante l'ingresso sono stati rimossi: niente è stato gettato e gran parte del materiale danneggiato è stato riutilizzato cercando di risistemarlo al meglio nella tomba di provenienza.

Il materiale che si trova ancora sul piazzale resta a disposizione dei familiari che possono decidere che uso farne. I vialetti sono tornati a nuovo con la nuova gettata di ghiaia; è stato recuperato il possibile e anche l'ingresso è tornato come prima. Mancano solo gli alberi: è stato deciso di abbattere i due rimasti in piedi per ovvi motivi di sicurezza. In merito alle critiche che sono arrivate sui tempi giudicati troppo lunghi per la riapertura del camposanto, il sindaco Massimo Betti replica dicendo che i cinque mesi di lavoro sono stati invece necessari: «Ho verificato di persona i danni e posso dire che l'ufficio tecnico, reparto lavori pubblici, ha operato con impegno costante. Il protrarsi dei lavori è dovuto alla delicatezza dell'intervento: impensabile andare a scavare nel terreno con la ruspa dopo quello che era accaduto. Abbiamo dovuto operare lentamente, con cautela come accade nei lavori archeologici, per non creare ulteriori danni e per non trovarci di fronte a brutte sorprese con i resti delle ossa nel terreno. E' stato un lavoro di estrema delicatezza eseguito con piccole granate e spazzoline.A breve sarà portato a termine anche il ripristino dei loculi a parete. Di grande supporto e rilievo il lavoro svolto dal geometra Federico Tomei, stagista all'Ufficio Tecnico, il quale ha fotografato e catalogato con estrema precisione ogni tomba».

Emanuela Ambrogi

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