Il Tirreno

Lucca

Guerra dei volantini sulla tariffa dei rifiuti

di Nicola Nucci
Guerra dei volantini sulla tariffa dei rifiuti

Botta e risposta dopo le modifiche al regolamento valido per il 2015 I pentastellati: «Rincari tra il 17 e il 35%». La maggioranza: «Nessun aumento»

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CAPANNORI. Non ci sta il Pd di Capannori e passa al contrattacco. È scontro aperto sulle tariffe dei rifiuti tra i 5 Stelle e il Partito Democratico. Qualche giorno fa gli attivisti del movimento pentastellato hanno tuonato contro le modifiche del regolamento tariffario, approvate dai consiglieri di maggioranza il 24 giugno scorso e applicabili per l'anno 2015.

Aumenti, dicono i grillini, anche «di circa il 17 per cento per le civili abitazioni e di circa il 35 per cento per le attività produttive» come hanno evidenziato nei manifesti attaccati negli spazi pubblici comunali e nelle assemblee aperte alla cittadinanza che stanno organizzando in diverse frazioni del territorio.

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Non si è fatta attendere la controffensiva del partito di maggioranza della coalizione che sostiene il sindaco Luca Menesini. Negli spazi delle affissioni in giro per Capannori sono stati apposti degli avvisi che smentiscono i dati del movimento di Beppe Grillo. «Questa è la verità, non credere a chi dice il falso: nessun aumento delle tariffe per cittadini e imprese, le tariffe più basse della Toscana, il servizio giornaliero di raccolta dei rifiuti costa meno di un caffé». Poi un'altra stoccata ai grillini. «Comuni, meetup e M5S di tutta Italia studiano il modello Capannori». Un botta e risposta a colpi di comunicati e manifesti. Per i 5 Stelle «proprio a causa del guazzabuglio provocato dal discutibile conteggio del numero dei ritiri effettuati in relazione al conguaglio 2013 sicuramente sia i cittadini che le imprese porranno particolare attenzione ad autorizzare i ritiri dei sacchi di rifiuti indifferenziati e gli svuotamenti dei contenitori evitando di pagare nuovamente il cosiddetto vuoto per pieno e questa situazione determinerà inevitabilmente una forte riduzione del numero dei ritiri da parte di Ascit e, conseguentemente dei ricavi e pertanto hanno ben pensato di incrementare in modo scandaloso la quota fissa della tariffa, quota che ricordiamo è indipendente dal numero dei ritiri dei rifiuti effettuati, ma è calcolata sulla superficie delle abitazioni e delle aziende». Ai grillini aveva già duramente replicato l'assessore all'ambiente Matteo Francesconi, affermando che «il costo complessivo di gestione dei rifiuti, secondo quanto attestato nel piano finanziario è invariato dal 2014 al 2015 rimanendo a quota 8 milioni e 300 mila euro. Se non aumentano i costi non si capisce come possa aumentare la tariffa».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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