Sicurezza
Corsa dei dipendenti provinciali per andare a lavorare in Comune
Già molte le domande arrivate dopo l’emissione del bando di mobilità che scade a fine agosto Sarà necessaria una procedura di valutazione, mentre si prova a coinvolgere anche altri enti
LUCCA. Qualche centinaio di metri, da palazzo Ducale a palazzo Orsetti. Dalla Provincia, cioè, al Comune. Il tragitto - metaforico e non solo - che tanti dipendenti dell’ente di piazza Napoleone hanno chiesto di fare dopo la riduzione a organismo di “secondo livello” e il taglio di funzioni . Molti più dei 23 che - almeno in questa fase - il Comune di Lucca ha deciso di assumere, sulla base della legge Del Rio.
«Dovremo fare una selezione importante e molto accurata», spiega l’assessore comunale al personale Francesco Raspini. Secondo il piano di palazzo Orsetti undici dipendenti provinciali in “soprannumero” dopo le operazioni di prepensionamento dovranno essere assunti quest’anno. Per gli altri dodici il turno verrà nel corso del 2016. Visto il copioso afflusso di domande all’ufficio protocollo del Comune (la scadenza per presentare la richiesta è fissata al 28 agosto), sarà necessaria una valutazione per stilare una graduatoria per ognuno dei profili professionali ricercati. A contare saranno i curriculum e i colloqui che saranno organizzati per i candidati con commissioni esaminatrici nominate ad hoc, che dovranno accertare la competenza e la motivazione degli aspiranti dipendenti comunali. Formalmente, poi, il bando è aperto a tutti i dipendenti di province e città metropolitane d’Italia, anche se la stragrande maggioranza delle domande arriverà ovviamente da Lucca.
La “partita” del trasferimento dei provinciali rischia però di creare qualche frizione fra le varie amministrazioni. Lucca, infatti, vorrebbe che anche altri comuni si impegnassero per assorbire il personale di palazzo Ducale, emanando bandi simili a quello di palazzo Orsetti. E in questa direzione va anche l’appello lanciato pochi giorni fa da Maura Cavallaro, diventata presidente della Provincia dopo che Stefano Baccelli è andato a Firenze come consigliere regionale. Il pensiero va non tanto a Viareggio (che essendo in stato di dissesto ha le mani legate in tema di assunzioni), ma a realtà importanti come Capannori e Altopascio, che ancora non hanno battuto un colpo. Per il Comune di Lucca, peraltro, le assunzioni dalla Provincia esauriranno le immissioni in ruolo per il 2015 e il 2016. Nel 2014 sono andate in pensione 13 dipendenti e su questa base (calcolando le limitazioni sul turn-over) sono state calcolate le assunzioni 2015: considerando i risparmi per i pensionamenti e il costo per le nuove assunzioni, il risparmio per il comune è stimanto intorno ai 50-000 euro. Nel 2015, invece, si prevede l’uscita di 15 persone, che portano alle undici assunzioni del 2016. Anche in questo caso ci sarà un “risparmio” di circa 90.000 euro.
E se dal 2009 al 2014 la spesa per il personale è calata notevolmente, più che in linea con i dettami normativi (da quasi 24 milioni a poco più di 20, con 501 dipendenti in servizio a fine 2014), l’assessore Raspini non dorme sonni tranquilli per gli anni che verranno: «In prospettiva - spiega - sono un po’ preoccupato. Le risorse decrescono, sia economicamente sia dal punto di vista del personale, che sicuramente ha aumentato la sua efficienza. Il problema è che l’età media del personale è destinata ad alzarsi e quindi l’efficacia, in un mondo che corre sempre più veloce rischia di rimanere indietro. Anche per questo abbiamo confermato l’ingresso di venti ragazzi del progetto “Giovani sì”, che ci potranno dare un grande e valido supporto, con il coordinamento delle strutture comunali».
Che in qualche settore della macchina amministrativa ci siano problemi per il personale non è un mistero. Lo dice anche la relazione allegata alla programmazione triennale che parla di una carenza dei posti della categoria intermedia «che mette a rischio la funzionalità degli uffici». E l’assessore all’urbanistica Serena Mammini, in una relazione di qualche mese fa, aveva sottolineato i problemi - di personale ma anche di dotazioni - di uno degli uffici più “sensibili”, quello dell’edilizia.
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