Sicurezza
L’acqua che fa più belle nel “paese nascosto”
Tutto il fascino di Benabbio, sulla strada che collega la val di Lima a Collodi Una leggenda parla di un tesoro sepolto al “Castello” che aspetta uno scopritore
BAGNI DI LUCCA. Volete diventare più belle? Fate un salto a Benabbio e, seguendo l'antica leggenda, immergetevi nelle notti di luna piena, come quelle attuali, nella fonte che aveva poteri magici nelle sue acque raccolte in una vasca rotonda, semisferica, di pietra. La vasca si trova all'inizio dell'abitato di Benabbio in località Pilacanale.
«Il manufatto di probabile origine romana - spiega Virgilio Contrucci, camerlengo della Val di Lima appassionato di storia locale - si allaccia alla tradizione di culti legati alle divinità delle acque, e al culto muliebre dedicato a Diana, dea della luna, ed mondo femminile. La superficie della "pila"è abraso dall'uso attraverso i secoli per il continuo sfregamento per arrotare i pennati (il pennato è il simbolo del dio Silva, protettore dei boschi) prima di recarsi a lavorare; ma anche dall'arrotare delle armi prima di recarsi in battaglia. I benabbiesi, famosi soldati di ventura, erano il corpo di elitte dell'esercito lucchese: bastava solo la presenza delle bandiere della compagnia di Benabbio a spaventare i nemici. De Montaigne descrive i contadini di Benabbio come esperti soldati che parlano varie lingue e lavorano i campi con il moschetto in spalla, pronti per partire per qualche guerra».
Quella della vasca miracolosa per la bellezza delle donne non è però la sola leggenda su Benabbio: un'altra parla di un tesoro sepolto in Castello, una chioccia con dodici pulcini d'oro che dal tempo di Lupo Lupari aspetta di essere scoperta. Il paese di Benabbio è situato a 479 metri sul livello del mare e dista dal capoluogo circa cinque chilometri. Bruno Cherubini nel suo libro “I Bagni di Lucca” lo definì un paese nascosto, quasi geloso di sé; affermazione calzante visto che non si affaccia sulla vallata. Attraverso la strada che porta a Benabbio è possibile raggiungere Collodi e la Valleriana. Questa strada fu costruita alla fine del secolo scorso e collegò Benabbio, prima fra le frazioni, con il capoluogo. Dal fondovalle al paese di Benabbio, il tempo di percorrenza è di circa 10 minuti.
Il paese è ricordato per la prima volta in una pergamena dell’anno 983. In origine si chiamava Menabia, poi Menabbio, ma l’origine del nome è incerta. Benabbio fu possesso della potente famiglia dei Lupari, il cui esponente più noto fu Lupo, ricordato come poeta, ma anche per i suoi rapporti con Castruccio Castracani degli Antelminelli, Signori di Lucca. I Lupari avevano giurato al Comune di Lucca di fare buona guardia sull’Appennino onde evitare infiltrazioni nemiche dal pistoiese, ma Lupo si dimostrò uomo violento, sordo ai richiami all’ordine da parte di Lucca. Nel 1334 scoppiò la guerra fra Fiorentini e Lucchesi e Lupo ebbe l’ordine di mettere a disposizione di Castruccio tutti i suoi uomini ma egli ne inviò solo la metà, favorendo così i fiorentini che occuparono il paese di Cerbaiola, dov’era strategico per prendere Lucca alle spalle. Sconfitti i fiorentini ad Altopascio, i Lucchesi partirono alla volta di Benabbio per punire Lupo, assediando il castello per due mesi. Espugnato il castello la Repubblica bandì Lupo e tutta la famiglia Lupari dal territorio Lucchese, e questi trovò rifugio a Bologna.
La leggenda vuole, invece, che egli sia rimasto sepolto in una galleria sotto la Rocca, alla quale si poteva accedere dal pozzo ancora esistente. Secondo una tradizione, nella casa che sorge sul colle di belvedere, avrebbe trovato rifugio col consenso del duca Carlo Ludovico, nel 1837 Luigi Napoleone Bonaparte, futuro Napoleone III, quando era profugo e perseguitato da Luigi Filippo, re di Francia. Benabbio fu, in alcuni periodi, il paese più popoloso della Vicaria: arrivò, secondo un registro conservato nell’archivio vescovile di Lucca, a 1.600 anime.
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