Sicurezza
Scovati centinaia di immobili fantasma
L’azione del Comune ha portato alla luce anche decine di piscine realizzate e non dichiarate al fisco e al catasto
LUCCA. C’è l’imprenditore che ha allargato la sua fabbrica senza presentare alcun documento al catasto. Chi ha realizzato tre bagni nella propria abitazione mantenendola in classe “ultrapopolare”. E chi - e sono tanti - ha costruito una piscina “fantasma”, sconosciuta sia all’agenzie delle entrate che al Comune. E - magari - ci ha agganciato una bella attività di agriturismo. Abusiva anche questa, s’intende.
Questo - e molto altro - è venuto fuori dalla prima “tranche” di controlli straordinari in ambito catastale che il Comune di Lucca ha realizzato grazie a un finanziamento della Regione e alla collaborazione dell’Anci, oltre che all’utilizzo di quattro ragazzi del progetto “giovani Sì”.
La procedura prevede l’incrocio “massivo” di diverse banche dati, a partire da quelle in possesso del Comune (come le pratiche edilizie) e quelle dell’Agenzia delle entrate. Dopo questa operazione di setaccio viene stilata una lista dei casi ritenuti anomali. In questa prima fase in questa lista sono stati inseriti 1.500 nominativi. Su questi è scattata un’operazione di ulteriore controllo più “raffinato” e - alla fine - 992 sono stati archiviati, mentre per i restanti 558 è partita la segnalazione all’Agenzia e, in contemporanea, la lettera inviata ai proprietari degli immobili per invitarli a produrre spiegazioni.
In linea generale sono quattro le categorie individuate. Il primo caso è quello dei cosiddetti “fabbricati fantasma”. Si tratta, cioè, di immobili sconosciuto al catasto (e al fisco) ma che - spiega Dario Gambino, coordinatore per Anci Toscana del “Sistema catasto e fiscalità” - sono perfettamenti visibili dalle foto aeree. In questa tipologia ricadono 177 segnalazioni, fra le quali decine di piscine non dichiarate.
Il secondo gruppo di casi anomali è quello dei fabbricati rurali che hanno perso i requisiti ma che non sono stati trasferiti al catasto fabbricati: sono partite (o partiranno a breve) 304 lettere.
Il terzo tipo è quello che comprende chi ha effettuato lavori alla propria abitazione tali da comportare il cambiamento di classificazione catastale ma ha omesso questo passaggio: in totale 55 casi. Gli ultimi 22, infine, sono costituiti da immobili che hanno una classificazione catastale incongrua rispetto a fabbricati simili: ad esempio abitazioni “ultrapopolari” in palazzi del centro storico. Si tratta della categoria più “sfuggente”, sulla quale però nei prossimi mesi si concentreranno le attenzioni di chi lavora al progetto.
Al momento non è possibile quantificare il recupero in termini finanziari, perché dopo la segnalazione all’Agenzia delle entrate sono previsti 90 gioni per consentire ai proprietari di regolarizzare la propria situazione. Solo dopo l’Agenzia attribuirà le nuove rendite catastali. Comunque, oltre al ritorno di risorse alla comunità (per chi sarà accertato non essere in regola saranno recuperati i tributi pagati nei cinque anni precedenti, oltre alle sanzioni), potranno essere evidenziate ulteriori anomalie, come oneri di urbanizzazione, tasse legati ad attività produttive o ricettive come l’imposta di soggiorno e così via.
In attesa di una riforma del catasto che viene annunciata da anni ma che ancora non si vede all’orizzonte, l’attività degli uffici comunali andrà avanti anche in altri ambiti di verifica: a partire dall’evasione erariale (con la possibilità per palazzo Orsetti di incassare tutto il dovuto non pagato allo Stato) e dal fenomeno delle cosiddette “residenze fittizie”.
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