Il Tirreno

Lucca

Cinquant’anni di successo alla Cantina di Alfredo

di Luca Tronchetti
Cinquant’anni di successo alla Cantina di Alfredo

Dalla bottega di alimentari, alla pizzeria sino alla mitica pista di pattinaggio Quando Mal si nascose a casa Giometti per sfuggire all’assalto delle fans

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COLOGNORA DI COMPITO. Da Mal a Franco Califano passando per la tromba di Nini Rosso e l'energia esplosiva di Franz Di Cioccio con la sua Pfm. E poi campioni delle due ruote come il compianto Franco Ballerini e il re Leone Mario Cipollini. Tutti personaggi ospiti in un passato più o meno recente del ristorante la Cantina da Alfredo a Colognora di Compito che il 5 agosto compie il mezzo secolo di vita. Un traguardo importante, un appuntamento da festeggiare per un locale che, al di là dei vip che si sono seduti ai tavoli per consumare pranzi o cene, non ha perduto la sua vocazione popolare. E d'altronde i 50 anni di gestione della famiglia Giometti sono stati l'indice del gradimento di una clientela a cui piace mangiar bene e in modo genuino.

I primordi. La storia della Cantina di Colognora si legga a filo doppio con quella del suo fondatore, il compianto Alfredo Giometti scomparso a 60 anni il 3 luglio del 2002.

Dal 5 agosto 1965 sino all'ultimo giorno di vita è stato l'autentico mattatore del locale. Precursore dei tempi, istrionico, sempre pronto a tuffarsi con entusiasmo in nuove iniziative capaci di far diventare il suo ristorante un autentico punto di riferimento nella Piana. «Fu sua l'idea - racconta la figlia Federica, che gestisce il locale con il fratello Simone e la madre Elena, anello di congiunzione tra passato e presente e fondamentale nell'economia gestionale - di iniziare l'attività di commerciante e ristoratore aprendo prima una bottega di alimentari e poi un bar sino ad arrivare a costruire l'attuale complesso».

La pista di pattinaggio. Gli inizi non furono semplici. Dopo essersi distaccato dall'attività del padre Aniceto, Alfredo Giometti iniziò la sua ascesa con la bottega di alimentari e il piccolo bar. Ma negli anni Settanta la Cantina si fece conoscere anche per i suoi salumi di produzione artigianale. «Da noi venivano a fare gli spuntini da tutta la Lucchesia nel giorno del Pellegrino e nelle domeniche estive. I nostri insaccati erano famosi per la genuinità degli ingredienti e la bontà del prodotto. - continua Federica, motore del ristorante e degna continuatrice dell'opera paterna - Nei primi anni Settanta la carta vincente fu soprattutto la pizzeria, tra le prime nel Capannorese. L'idea venne a mio padre dopo un colloquio con un amico che lavorava negli studi di Cinecittà a Roma dove in quegli anni c’era stato un autentico boom nel settore. La clientela iniziò a raddoppiare e di lì a poco venne realizzata anche la gelateria artigianale». Ma la vero esplosione si ebbe nel 1972 quando venne aperta sopra il ristorante-pizzeria - divenuto famoso soprattutto per la carne e in particolar modo per la superba fiorentina cotta alla brace nel forno a legna tanto che Alfredo Giometti venne ribattezzato "il re della bistecca" _ la pista di pattinaggio: «All'epoca - racconta Federica Giometti - quella era una novità assoluta. E nel giro di un paio d'anni divenne un punto di riferimento non solo in Lucchesia, ma anche nelle province limitrofe. Un luogo di aggregazione che richiamava migliaia di giovani. Tutti in quel periodo nella nostra zona hanno inforcato i pattini almeno una volta nella loto vita. Perché per chi non li aveva c’era il noleggio e quindi nessun poteva esimersi. Dalla primavera sino alla fine di settembre la gente parcheggiava le macchine anche sulla strada perché non c’erano più posti auto nel posteggio interno». E se i ragazzi pattinavano i loro genitori ballavano il liscio. «Il ballo è una tradizione del nostro locale: da liscio però ci siamo riconvertiti al latino americano».

Musica maestro. Caccia, ciclismo, automobili e musica sono state le grandi passioni del fondatore de La Cantina. Alfredo Giometti infatti fu il primo in Lucchesia a portare un cantante con il suo gruppo ad esibirsi nello spazio adiacente a un ristorante.

Paul Bradley Couling in arte Mal, il bel gallese non ancora trentenne che fece impazzire le ragazzine nell'epoca dei capelloni con quell'accento british (rimasto tale anche dopo mezzo secolo trascorso in Italia) intonando brani come «Pensiero d'amore» o «Parlami d'amore Mariù», si esibì all'inizio degli anni Settanta con i suoi Primitives nello spazio adiacente alla pista di pattinaggio. E fu un successo senza precedenti di cui a Colognora di Compito, piccola frazione del Capannorese, chi ha i capelli bianchi parla ancora oggi come un evento memorabile. «Pensi - racconta la famiglia Giometti - che per sfuggire agli ammiratori Mal si nascose dentro casa nostra e fece spengere tutte le luci. Nel buio si sentivano i colpi dei fans contro porte e finestre: volevano entrare per toccare il cantante ed avere un suo autografo».

Passeggiando in bicicletta. Anche lo sport è stato un importante veicolo pubblicitario per la storica Cantina tanto che numerose corse riservate alla categoria allievi o juniores sono partite dalla sede del ristorante e ogni anno l'Unione Ciclistica Lucchese organizza il Trofeo La Cantina di Alfredo. Il compianto Ballerini, prima come ciclista e poi come ct degli azzurri, era praticamente di casa da quelle parti. «Quando mio padre era vivo - conclude la figlia Federica - nel parking accanto al ristorante c'erano spesso i raduni d'auto d'epoca capaci di attirare gente da ogni angolo della Toscana».

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