Il Tirreno

Lucca

All’Expo la criscioletta batte l’hamburger

All’Expo la criscioletta batte l’hamburger

Il racconto della delegazione di Cascio che a Milano ha attratto l’interesse di centinaia di persone

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MOLAZZANA. Hamburger e crisciolette, gelati confezionati e dolci tipici slovacchi, o indonesiani o belgi. Misteri e contraddizioni di un Expo' che o si ama o si odia. E in questo contesto dove il mondo intero si sintetizza in centinaia di padiglioni spesso senza identità e memoria, Cascio e le sue crisciolette hanno fatto un figurone. Anzi, di più.

Perché la presentazione del prelibato piatto povero nato nei primi anni del XX secolo, ha letteralmente fatto impazzire centinaia di persone arrivate nel padiglione di Slow Food Italia (un nome, una garanzia) che, dapprima scettiche e timorose verso quegli uomini in maglietta blu, hanno poi divorato la criscioletta con la pancetta. Un segnale importante, quello lanciato dall'Asr Cascio, e sottolineato da Abramo Rossi, egregio nel presentare la giornata milanese e spiegare la storia del paese. Un segnale che fa capire ancora una volta come, attraverso beni culturali e prodotti tipici, un'economia locale può trovare delle alternative, e che industria e turismo possono convivere.

La rappresentanza dell'Asr Cascio, partita di buon mattino alla volta del capoluogo meneghino, è stata a suo agio tra cotte, pancetta, farina di granturco e la maestosità dell'Exp0. Alle 15 in punto, non senza tradire l'emozione, è iniziato lo show dapprima davanti a pochi intimi, poi cresciuti esponenzialmente col passare dei minuti. Tantissimi stranieri, incuriositi da quegli strani oggetti tondi e quel prodotto particolare con la pancetta dentro, si sono avvicinati per ascoltare i protagonisti, scattare foto durante la preparazione delle crisciolette, e naturalmente assaggiare ed apprezzare il piatto cascerotto: «Siamo stati orgogliosi di aver rappresentato Cascio in una vetrina così importante - affermano i dirigenti dell'associazione -, e soprattutto non ci aspettavamo un successo di critiche così». Addirittura, ad un certo punto, attirati da quella folla che silenziosamente avanzava verso gli stand di Slow Food Italia, ha fatto capolino anche una troupe di La7.

Nell'opulenza dell'evento, il contrasto tra la grandezza e la mondializzazione dell'Expo' e le tipicità di un piccolo borgo di quattrocento abitanti, è stato l'aspetto più bello di questa giornata che Il Tirreno ha voluto seguire passo passo. Alla presentazione ha assistito anche il presidente di Slow Food Liguria. Come ha sottolineato il presidente dell'Asr Cascio, Alessandro Bartolini: «Avere i complimenti degli addetti ai lavori ci rende orgogliosi, anche perché per l'appunto la criscioletta è un piatto tipico del paese, che non ha eguali». Il fatto di aver avuto l'occasione di preparare le crisciolette in loco, nonostante i timori della vigilia, ha costituito quel quid necessario per trasformare un evento in un trionfo. Alternatisi alla piastra, dopo aver realizzato l'impasto con farina di granturco, farina di grano, sale e pancetta, i volontari dell'Asr Cascio hanno dovuto fare gli straordinari. Piatto povero, nato agli inizi del secolo per sopperire alle carenze alimentari causate dalla guerra, la criscioletta dal 2001 è stata dichiarata prodotto doc dal Ministero delle politiche agricole.Sociologicamente, una certezza: nonostante di fatto l'Expo' di fatto sia assimilabile (per dimensioni e tipologia) ai cosiddetti "non luoghi" omologanti e privi di identità individuati per primi da Marc Augè, in un caldo giovedì meneghino, le crisciolette e la passione dei cascerotti hanno fatto, per un'ora abbondante, sentire tutti a casa propria.

Nicola Bellanova

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