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«Il piromane? Una persona malata»

«Il piromane? Una persona malata»

Lo psicologo Bertolucci traccia un identikit del possibile autore degli incendi nei boschi nel Compitese

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MASSA MACINAIA. La pista degli inquirenti è tracciata da tempo. I boschi di Massa Macinaia, San Leonardo, San Giusto e S. Andrea di Compito sono presi di mira da un piromane. Forestali e carabinieri escludono sia la pista di una volontà distruttiva legata a scopi economici che l’ipotesi accidentale legata alla casualità degli eventi atmosferici. C’è una motoretta che compare ogni qualvolta il fuoco inizia a devastare il sottobosco. Resta da capire - gli inquirenti stanno lavorando proprio in quella direzione - a chi appartiene e se vi sono correlazioni dirette ai roghi che con frequenza settimanale divampano nel territorio del Compitese. Ma chi è il piromane? Qual è l’ossessione distruttiva che lo anima? Cosa prova quando le lingue di fuoco altissime si mangiano la vegetazione? Lo abbiamo chiesto a Renato Bertolucci, psicologo e psicoterapeuta, già giudice onorario al tribunale per i minorenni di Firenze. Il professionista della mente traccia un identikit dell’incendiario che potrebbe calzare perfettamente con la mania della persona o delle persone che in queste settimane stanno costringendo vigili del fuoco, volontari e mezzi antincendio a un super lavoro.

Mania ossessiva. «Il piromane prova una pulsione irrefrenabile che lo spinge ad appiccare incendi intenzionalmente per puro piacere. - dice il dottor Bertolucci - L’incendiario è una persona qualunque. Può essere un vicino di casa piuttoso che un padre di famiglia che attraverso il suo gesto trova spazio nella cronaca. Lui prova attrazione non solo per il fuoco, ma anche per tutto quanto gli è connesso: dagli strumenti per accenderlo a quelli per governarlo o spegnerlo. Per lui appiccare il fuoco nei boschi è un modo di trovare risposte ad ansie interne. Dal punto di vista clinico il piromane non ha altri sintomi se non di attivare, controllare e godere dell'azione distruttiva del fuoco».

Comportamento bipolare. «Chi agisce in quel modo - prosegue lo psicologo - ha spesso comportamenti altalenanti: tristezza, solitudine fino alla rabbia. Emozioni non regolate che assurgono a livello di impulso irrefrenabile che possono portarlo all'accensione della fiamma devastatrice. Poco prima di appiccare il fuoco prova uno stato di tensione, da cui trova sollievo subito dopo averlo fatto. Il disturbo della personalità trova la sua definizione clinica in un disturbo della gestione degli impulsi».

Le cause. «A scatenare la piromania possono influire i fattori ambientali e sociali oppure cause di natura psicologica. Qualche studioso ha avanzato l'ipotesi che vadano cercate soprattutto nei vissuti emotivi e nella storia infantile del piromane, altri ritengono che sia legata alla sua dimensione sessuale. La tensione che la persona sente crescere e non riesce a dominare trova appagamento non soltanto nell'appiccare il fuoco, ma anche nel vedere gli effetti della sua azione, i volontari impegnati nell'azione di spegnimento, i mezzi tecnici utilizzati. A partire dal 1850 si sono fatte svariate supposizioni sulle cause della piromania a seconda se la condizione nascesse da una malattia mentale più che da una devianza».

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