Il Tirreno

Lucca

Diga sulla Lima, allarme rosso dei comitati

Timore per l’impatto su attività e ambiente. Il sindaco: «Non consentiremo usi incompatibili»

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BAGNI DI LUCCA. Allarme rosso tra le associazioni ambientalistiche e di gestione delle attività turistico-sportive che si tengono sulla Lima per il procedere del progetto della realizzazione della diga progettata dalla Green Factory di Roma. Le associazioni ritengono assolutamente in contrasto questa opera con le loro attività e la tutela dell’ambiente e chiedono l’intervento del sindaco, Massimo Betti, il quale assicura che la situazione è attentamente monitorata dalla amministrazione comunale e che non saranno consentiti usi delle acque che siano incompatibili con la tutela e la valorizzazione dell’ambiente, che rimane uno dei punti qualificanti dell’azione di governo.

«Ancora una volta lungo il torrente Lima ci troviamo di fronte a interventi scellerati camuffati da progetti per la produzione di energia pulita – dice il comitato Salviamo la Lima –. Dighe e centraline idroelettriche sinonimo ormai di cemento, finanziamenti, nessun livello occupazionale, sfruttamento di un bene comune come l'acqua per scopi privati, si moltiplicano. Nel caso dell'ultimo progetto presentato in ordine di tempo, i metri cubi cementati sono migliaia e proprio nell'alveo della Lima, a Fabbriche di Casabasciana.

«Questo intervento cambierà per sempre un ambiente naturale in grado di richiamare turisti, sportivi e amanti degli sport all'aria aperta e del fiume, in una zona abitata, con possibile incremento del rischio idrogeologico».

I portavoce del comitato, Fabio Corsi e Leonardo Di Sacco, ricordano che il progetto viene portato avanti dalla società Green Factory «con la quale il comitato si è incontrato nell'ottobre 2014 nella sede del Comune di Bagni di Lucca, alla presenza di sindaco Betti, vice sindaco e assessore allo sport, illustrando tutte le criticità del progetto e manifestando non poche perplessità. La stessa società, per mezzo del suo legale rappresentante, in quell'occasione si era resa disponibile a ritirare il progetto firmando di sua iniziativa un documento in tal senso.

«A oggi, però, quella firma non ha avuto seguito, il documento è stato disconosciuto e il progetto non è stato ritirato. Anzi, la Green Factory a si è adoperata per concludere tutti i passaggi burocratici che portano al cantiere, snobbando e prevaricando gli abitanti di Bagni di Lucca e il comitato.

«Abbiamo analizzato bene il progetto e lo stiamo sottoponendo a tecnici specialistici per presentare opposizione nelle sedi opportune – dicono Di Sacco e Corsi –. Vogliamo che gli abitanti di Bagni di Lucca prendano coscienza di questo ennesimo scempio. Speriamo vivamente che l’amministrazione comunale interrompa il suo silenzio.

«Nei prossimi giorni programmeremo una serie di incontri con i cittadini per spiegare la nostra posizione e sollevare il problema».

Emanuela Ambrogi

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