Il Tirreno

Lucca

Case per forze dell’ordine all’ex Borella

di Luca Cinotti
Case per forze dell’ordine all’ex Borella

Il Comune prova a “intercettare” un vecchio finanziamento statale. Le abitazioni sarebbero gestite dall’Erp

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LUCCA. Case per personale delle forze dell’ordine nell’ex oleificio Borella. Giù da qualche tempo l’amministrazione comunale sta lavorando a questo progetto, che è stato inserito anche nell’accordo firmato ieri mattina a palazzo Orsetti con i sindacati.

L’ipotesi è quella di utilizzare un vecchissimo finanziamento - che risale a una norma del 1991 - formalmente pensato a favore delle forze dell’ordine che combattono contro la criminalità organizzata. Questi soldi sono stati “rivitalizzati” con un passaggio nel Milleproroghe 2014 che permette ai comuni capoluogo di utilizzare i fondi non adoperati. Proprio il caso della provincia di Lucca. Dove sono “saltati” i progetti da quattro milioni a Pietrasanta. Soldi che ora potrebbero dunque essere dirottati su Lucca: «Lo scorso giovedì - spiega l’assessore al sociale Antonio Sichi - eravamo a Roma proprio per discutere di questa situazione». Recentemente, infatti, si è completato l’iter burocratico, che prevede un confronto con la prefettura dopo l’ok da parte delle forze dell’ordine. Così il sindaco ha potuto inoltrare la richiesta di finanziamento a Roma. I quattro milioni - poi - potrebbero essere addirittura raddoppiati nel caso Lucca potesse avvalersi anche dei soldi in ballo per un intervento simile a Viareggio che, però, sta andando incontro a enormi problemi di realizzazione.

Il grande complesso, di proprietà del Comune, è ormai da anni in stato di completo abbandono ed è stato anche teatro di episodi di cronaca nera. Qualche anno fa - dopo una serie di aste andate a vuoto - l’allora giunta Favilla immaginò di vendere il complesso alla Polis per ricavarvi locali a uso pubblico compresi, in un’ala, gli uffici direzionali dell’Asl che attualmente sono a Monte San Quirico. Progetto poi arenato, anche per questioni di carattere urbanistico.

Ora questa nuova idea per la trasformazione dei circa 4.700 metri quadrati, ormai ridotti a un rudere. Il complesso che eventualmente verrà realizzato finirebbe nel patrimonio del Comune ma poi verrebbe gestito da Erp a favore delle forze dell’ordine.

«In questa maniera - prosegue l’assessore Antonio Sichi - si riuscirebbe da una parte a dare una risposta a un bisogno sociale. E dall’altra ad andare verso il recupero di un’area importante, a poca distanza dal centro città, che non può certo rimanere in questo stato. E il finanziamento statale è necessario, perché certo oggi i Comuni non possono investire risorse proprie così ingenti».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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