Sicurezza
Caccia al piromane in sella al motorino
Il Corpo Forestale di Lucca sta raccogliendo indizi dopo i ripetuti roghi di origine dolosa tra Massa Macinaia e San Leonardo
LUCCA. C’è un ciclomotore che appare ogni volta che il fuoco divampa nei boschi tra Massa Macinaia, San Leonardo in Treponzio e S. Andrea e S. Giusto di Compito. Un indizio importante per gli uomini del Corpo Forestale che, in collaborazione con i carabinieri, hanno il compito di scoprire chi da quasi un mese appicca il fuoco distruggendo ettari di verde e sottobosco con le fiamme che spesso si avvicinano o lambiscono le case con la gente terrorizzata e i pompieri, i volontari e i mezzi di soccorso costretti a un super lavoro. Qualche indizio gli inquirenti ce l’hanno. E forse potrebbero aver trovato pure un innesco. Di certo c’è che un piromane si diverte a bruciare la vegetazione mettendo mandando in fumo decine di ettari di pineta e di alberi secolari. Non è colpa degli atmosferici o dell’imperizia di qualche turista che getta mozziconi di sigaretta lungo i cigli delle strade. La speranza è che l’incubo degli incendi dolosi finisca in fretta e l’autore (o gli autori) sia fermato e messo nelle condizioni di non nuocere più alla comunità.
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Spento l’ultimo rogo. Sono state domate le fiamme dello spaventoso incendio arrivato a minacciare alcune abitazioni di Massa Macinaia e S. Leonardo in Treponzio nel pomeriggio di lunedì. E adesso proseguono le operazioni di bonifica portate avanti dalle squadre di terra, per evitare riprese che potrebbero essere favorite dal vento che continua a soffiare sul Compitese e sulla Piana in generale. Il rogo ha distrutto buona parte del versante collinare che si affaccia su via di Sottomonte, tra i due paesi di S. Leonardo e Massa Macinaia. A lungo si è temuto per le case più vicine al bosco. Impossibile anche solo respirare per i residenti della zona, immersi in un fumo denso e che sono stati costretti ad allontanarsi per precauzione. In cielo, tre elicotteri e due canadair in supporto ai vigili del fuoco di Lucca e ai volontari della Vab di S. Andrea di Compito. Sul posto anche il sindaco di Capannori Luca Menesini, che ha monitorato per tutto il pomeriggio la situazione, incrociando le dita insieme gli abitanti delle due frazioni nella speranza che le case venissero risparmiate. Fortunatamente, nessuna famiglia è stata evacuata e, una volta spenti gli ultimi focolai, tutta hanno potuto far ritorno alle proprie case. Danni alle abitazioni non ce ne sono stati, ma ettari di bosco sono finiti in cenere, comprese aree già bruciate negli anni scorsi e nelle quali la vegetazione stava iniziando a riprendersi.
Animi surriscaldati. Se le fiamme sono state spente, gli animi sono più che mai accesi nel Compitese e ora è caccia aperta al piromane. Al caso non crede più nessuno, dopo i ripetuti roghi delle ultime settimane. Le forze di polizia sono in allerta, ma i residenti, ormai esasperati, chiedono uno sforzo in più. Non a caso è stata organizzata una raccolta di firme per invitare le autorità locali a organizzare a garantire controlli più serrati in tutto il Compitese. La raccolta delle firme prosegue e tra qualche giorni verrà consegnata al comune di Capannori e inoltrata a tutti gli altri enti e autorità competenti. I promotori della raccolta stanno organizzando un incontro pubblico al quale verranno invitate le autorità locali. Un’occasione per approfondire il tema della prevenzione e fare il punto sugli incendi che in questa estate torrida sono tornati a essere un’emergenza nella zona sud.
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