Proteste
«Ipnotizzata» e derubata nell’oreficeria
Finisce al pronto soccorso una delle titolari di «Gioia Gioielli» in centro dopo il furto di un rotolo con anelli per 20mila euro
LUCCA. «Ipnotizzata» e derubata da un’avvenente signora di un rotolo contenente anelli con brillanti (verette, fedine) per un valore complessivo di oltre ventimila euro. Accade venerdì pomeriggio in un orario compreso tra le 17 e le 18 all’oreficeria «Gioia Gioielli» in via Cenami. Vittima dell’applicazione truffaldina del fenomeno psicosomatico una delle titolari della nota gioielleria del centro storico che dopo essersi ripresa dal torpore che l’aveva invasa ha chiamato la centrale operativa dei carabinieri che hanno provveduto a farla trasportare al pronto soccorso da un’ambulanza del 118. Lì i medici le hanno riscontrato uno stato confusionale con innalzamento pressorio tanto da somministrarle gocce di calmante prima di dimetterla con una prognosi di sette giorni.
Furto o rapina? Furto con destrezza o rapina? Se fosse appurato con certezza che la donna che si è impossessata del rotolo di preziosi fosse riuscita ad alterare il comportamento e la condizione psichica della contitolare del negozio si dovrebbe parlare di rapina anziché di furto visto che nel reato è insita non solo la violenza fisica, ma anche quella psicologica.
L’incantatrice. Dal racconto fornito dalla commerciante autrice del colpo è una donna sui 45-50 anni, mora, capelli neri legati all’indietro, ben vestita, mani affusolate e curatissime con un bellissimo bracciale al polso. «Era italiana. - racconta la vittima - Mi ha detto che abitava nei paraggi, non so se a Lucca, nella Piana o nelle province vicine. Quando è entrata ero sola in negozio. Il primo impatto è stato positivo, ma appena ha iniziato a parlare mi ha fatto una miriade di richieste. Sua figlia compiva gli anni e le voleva vedere oggetti in oro: anelli, bracciali, collier. Mi guardava fissa negli occhi mentre prendevo i diversi rotoli con i monili a cui era interessata. Di una cosa sono certa: ogni volta che non era interessata a un genere di preziosi riponevo l’intero rotolo».
Uno spray soporifero. A un certo punto il ricordo della commerciante si ferma. «Ho una decina di minuti di buco. Mi sono ritrovata sola nel locale con alcuni monili sul banco di vendita. Mi sentivo come stordita. Non vorrei che quella donna, quando mi avvicinavo alla vetrina per prendere degli oggetti a cui lei era interessata o riporne altri e le voltavo le spalle, abbia spruzzato uno spray soporifero. Quando mi sono riavuta ho chiamato una delle socie e assieme abbiamo fatto un rapido inventario scoprendo che mancava un rotolo con anelli e orologi. Abbiamo chiamato i carabinieri e un’ambulanza che mi ha accompagnato al pronto soccorso. Mi faccia ringraziare medici e infermieri che sono stati gentilissimi e si sono presi cura di me che ero sotto choc».
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