Sicurezza
Smembrato il lavoro di Giannecchini
LUCCA. E’ stato smembrato e rischia di essere disperso il lavoro del partigiano Lilio Giannecchini. A un anno dalla morte, la vedo, Lina Parussolo, lancia l’allarme. «Un anno fa – scrive la vedova...
LUCCA. E’ stato smembrato e rischia di
essere disperso il lavoro del partigiano Lilio Giannecchini. A un anno dalla morte, la vedo, Lina Parussolo, lancia l’allarme.
«Un anno fa – scrive la vedova – si spegneva mio marito Lilio Giannecchini, il partigiano Toscano, vice comandante della Brigata "Oreste " operante in Liguria, dove con i suoi compagni concretizzava l'organizzazione militare clandestina. Lilio è stato uno dei protagonisti più attivi della Liberazione di Genova e del salvataggio delle sue infrastrutture. Si è spento nel disinteresse ostile delle autorità civili locali, molte delle quali hanno disertato perfino la sua cerimonia funebre. Ci ha lasciato circondato dall'affetto di poche persone amiche.
«Su Lilio ha gravemente pesato una forte e progressiva campagna denigratoria, condotta da autorità provinciali, da comparti dell' Insmi e da alcuni membri periferici dell'Anpi, e dalla sua presidenza, che hanno avallato le modalità ingiuste, discriminatorie ed emarginanti dei detrattori di mio marito. Queste lo hanno delegittimato, colpendolo profondamente, causando la sua esautorazione dal ruolo di direttore del'Istituto Storico della Resistenza, che dirigeva. Questa azione denigratoria ha provocato anche la sua sospensione, per la durata di un anno, proprio da quella associazione che lui stesso aveva contribuito a fondare: l'AnpI.
«Dal 1980 al 2010 aveva raccolto, catalogato e archiviato (a sue spese ) numerosi testi di grande valore storico, sostenendo varie pratiche di studio e ricerca rivolte a studenti, a docenti e alla cittadinanza.
«Attualmente molto del suo lavoro di conservazione è stato smembrato e nulla ad oggi sappiamo del materiale d'Archivio, come ad esempio i documenti da lui raccolti sull' Oreste. Un anno fa avevo inviato alle autorità civili di Lucca e alla presidenza dell'Anpi, uno scritto (al quale nessuno ha risposto ) con cui chiedevo di ricordare degnamente, e di riabilitare Lilio.Richiesta, peraltro, che egli stesso ripetutamente aveva rivolto alle varie autorità, ivi compreso il Presidente Giorgio Napolitano. A un anno dalla sua morte sono ancora a chiedere giustizia e verità».
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