Sicurezza
Divisi in piccoli nuclei i 375 richiedenti asilo
LUCCA. È un mondo senza pace quello che raccontano i 375 richiedenti asilo (dato aggiornato a due giorni fa) accolti sul nostro territorio. Nigeria, Gambia, Costa d'Avorio, Senegal, Bangladesh,...
LUCCA. È un mondo senza pace quello che raccontano i 375 richiedenti asilo (dato aggiornato a due giorni fa) accolti sul nostro territorio. Nigeria, Gambia, Costa d'Avorio, Senegal, Bangladesh, Pakistan, Mali, Ghana, Afghanistan, Eritrea, Guinea, Palestina, Somalia. E la lista potrebbe continuare ancora. A leggere i documenti della Prefettura sulla situazione profughi, sembra di consultare il mappamondo dei conflitti, delle emergenze e delle persecuzioni di cui ogni giorno si sente parlare. Un mondo sofferto, popolato da giovani e giovanissimi, presente anche in provincia di Lucca: 375 persone, cento in più rispetto a un mese fa, di cui 304 già inseriti nei centri d'accoglienza (32 in tutto) e i restanti 71 ospitati nella tensostruttura della Croce Rossa, in attesa di essere smistati nelle varie comunità. Un dato che vede solo 13 comuni, su 33, impegnati nel sistema dell'accoglienza, con un disinteressamento evidente – in alcuni casi apertamente dichiarato - da parte della Versilia, dove soltanto Camaiore e Viareggio hanno autorizzato l'attivazione di due centri. Settantuno, invece, sono i richiedenti asilo che vivono nelle dodici strutture presenti nel comune di Lucca; segue Capannori con 44, Bagni di Lucca con 41 e Gallicano con 40. Siedono al tavolo provinciale per l'immigrazione anche Camporgiano, Fabbriche di Vergemoli, Coreglia Antelminelli, Porcari, Castelnuovo di Garfagnana, Villa Basilica e Pescaglia. Assenti, invece, i comuni di Montecarlo, Altopascio, Borgo a Mozzano, Barga, Massarosa, Pietrasanta e Forte dei Marmi. Piccoli nuclei, ben distribuiti: è questo il modello toscano che si replica anche in provincia di Lucca, dove le strutture possono accogliere fino a un massimo di venti migranti. «Vogliamo evitare che si creino tensioni o incomprensioni tra i richiedenti asilo e i residenti – spiega l'assessore Antonio Sichi –.Lavorare con piccoli gruppi è molto più efficace». Un modello, quello della distribuzione concordata attraverso la rete dell'accoglienza, che si ritrova anche nell'avviso di manifestazione d'interesse per l'affidamento del servizio di accoglienza, pubblicato nelle settimane scorse sul sito della Prefettura e concluso il 14 luglio, rivolto a quanti possano mettere a disposizione delle strutture per accogliere i richiedenti asilo, con una capacità ricettiva compresa tra un minimo di cinque e un massimo di venti persone. Palazzo Orsetti ha messo a punto un piano di integrazione con le sei associazioni che gestiscono il servizio accoglienza nel comune di Lucca. Si tratta di impieghi socialmente utili, svolti volontariamente da una trentina di migranti, suddivisi in quattro/cinque progetti. Un modo per intervenire là dove i servizi comunali non riescono ad arrivare, per migliorare le zone dove i richiedenti asilo vivono e per rendersi utili.
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