Il Tirreno

Lucca

Bimbo morto, la difesa dei medici indagati

La versione dei pediatri Vierucci e Montesanti. Udienza gup rinviata al 3 novembre per la discussione

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LUCCA. Due perizie del pneumologo pediatrico Giovanni Rossi dell’ospedale Gaslini di Genova - una per conto del pediatra di famiglia Giuseppe Fontana e le altre due per i pediatri Graziano Vierucci e Marco Montesanti (che presta servizio a Pontedera e Volterra) - sono state consegnate ieri mattina al gup Silvia Mugnaini dai legali dei quattro indagati (c’è anche la dottoressa Elisabetta Spadoni dell’Asl 2) accusati di omicidio colposo per il decesso del piccolo Alessandro Favilla, il bimbo di 10 anni, morto improvvisamente il 25 ottobre 2012 all’ospedale Campo di Marte in seguito a una crisi respiratoria mentre si trovava a casa con i genitori. Nel corso dell’udienza preliminare - durata un paio d’ore - sono stati ascoltati i pediatri Vierucci e Montesanti, entrambi assistiti dall’avvocato Francesca Lenzi. Al termine l’udienza è stata aggiornata a martedì 3 novembre quando proseguirà la discussione e a fine mattinata il giudice potrebbe già decidere per il rinvio a giudizio o per l’archiviazione di uno o più indagati.

La perizia. Il consulente di Fontana, Vierucci e Montesanti nella sua relazione muove degli appunti sulla lettera di dimissioni dall’ospedale Bambin Gesù dove nel settembre 2012 il piccolo Alessandro Favilla subì un delicato intervento chirurgico. A suo giudizio le indicazioni fornite ai genitori del bimbo sui rischi post intervento erano troppo generiche e poco comprensibili relativamente al pericolo di stenosi legato anche al collasso al polmone. Sostiene, il consulente di tre dei quattro indagati, che la diagnosi di bronchite formulata da Fontana, Vierucci e Montesanti era corretta.

Le dichiarazioni. I genitori del piccolo Alessandro, la parte offesa assistita dal professor Enrico Marzaduri, hanno come unico obiettivo la ricerca della verità: vogliono sapere il ruolo e le presunte responsabilità dei medici che avevano in cura il piccolo sofferente di cifoscoliosi e broncopneumopatia cronica. Durante l’udienza camerale il dottor Vierucci (guardia medico-pediatrica) ha ricordato di aver inviato subito al reparto di pediatria dell’Asl, dove in quel momento era in servizio la dottoressa Spadoni, dopo aver constatato il «respiro affannoso» del ragazzino mentre il dottor Montesanti ha ribadito che, attraverso una radiografia, aveva diagnosticato al piccolo una bronchite.

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