Proteste
Arresto alla Esselunga domani il gip decide
Deve essere convalidato il fermo scattato dopo che un giovane di 23 anni, residente a Pescia, aveva seminato il panico disarmando un vigilante
LUCCA. Si chiama John Eric, 23 anni, nigeriano, il giovane che poco dopo le 14 di sabato ha seminato il panico all’Esselunga di San Concordio dopo aver disarmato una guardia giurata e minacciato con la pistola appena rubata diversi avventori del centro commerciale, del Brico Center e del bar Fuorigiri. Attualmente l’extracomunitario - che risiede a Pescia da alcuni anni con regolare permesso di soggiorno per motivi umanitari - è detenuto nel carcere di San Giorgio con l’accusa di rapina aggravata, minaccia e resistenza a pubblico ufficiale e domani il giudice delle indagini preliminari Giuseppe Pezzuti si recherà nel penitenziario per l’udienza di convalida. A giudicare dal gesto compiuto non è da escludere che gli inquirenti siano di fronte a una persona con gravi problemi di natura psicologia e mentale.
Nessun precedente. Già in passato era stato più volte attenzionato dalle forze dell’ordine. In diverse circostanze la vigilanza interna del supermercato aveva fatto intervenire i carabinieri perché quell’individuo dava fastidio alla clientela cliendendo, sia all’esterno che all’interno, con troppa insistenza l’elemosina. Spesso era stato allontanato dal piazzale del centro commerciale dai carabinieri e della polizia e invitato a tornarsene nel luogo di residenza, ma sinora non aveva mai commesso reati penalmente rilevanti. Ai militari o agli agenti che gli chiedevano documenti aveva sempre mostrato il permesso di soggiorno con insofferenza, ma senza mai insultare o minacciare i tutori dell’ordine.
Gesto inconsulto. Anche sabato si stava ripetendo la solita scena. Con l’aggravante che l’immigrato voleva entrare dalla parte delle casse e un addetto lo stava invitando a desistere. A quel punto è intervenuto il vigilante. Voleva bloccarlo e allontanarlo. Invece, inaspettatamente, il nigeriano gli ha dato una spinta buttandolo a terra lateralmente e sfilandogli la pistola dalla fondina. Tra l’altro il nigeriano non ha un fisico massiccio e ha problemi alla vista. Con il revolver in mano (senza il colpo in canna, ma con 15 proiettili nel caricatore) il profugo ha rinculato verso l’uscita iniziando a puntare l’arma contro chiunque avesse sotto tiro. Con il pericolo - fondato vista la scarsa dimestichezza nel maneggiare la pistola - che potesse partire un colpo. Cinque minuti di panico sino a quando il giovane migrante si è diretto verso il parcheggio del Brico Center. Lì sono sopraggiunte diverse auto della polizia - avvertite dal responsabile dell’Esselunga di S. Concordio - con gli agenti che hanno indossato il giubbetto antiproiettile . Alla fine l’immigrato si è abbassato mettendo a terra la pistola in segno di resa. È stato circondato dagli agenti e portato prima in questura e poi in carcere.
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