Toscana
Investita in bici, anziana gravissima
La donna è stata urtata da un’auto sulla vecchia Pesciatina a San Vito e ha battuto la testa sul marciapiede
LUCCA. Ancora un dramma sulle nostre strade, in questa estate che davvero pare maledetta. Questa volta ad avere la peggio è un’anziana di 85 anni, ricoverata in prognosi riservata in gravissime condizioni all’ospedale San Luca.
L’incidente. Carla Meschi, pensionata, è molto conosciuta nella zona di San Vito, dove abita in viale Corsica.
Spessissimo, infatti, viene vista in sella alla sua bicicletta mentre va a fare commissioni. Oppure, come accaduto ieri mattina, di ritorno dal cimitero della frazione. Sono da poco passate le nove e mezzo e - secondo le ricostruzioni - la signora Meschi sta andando lungo la via vecchia pesciatina verso la chiesa nuova di San Vito, dove da lì a poco comincerà la messa. Ha da poco superato la traversa che riconduce sulla Pesciatina, quando alle sue spalle arriva una Citroen C1guidata da una ragazza lucchese. È questione di un attimo: l’utilitaria urta la parte posteriore della bici di Meschi, facendo finire l’anziana contro la parte destra del parabrezza, che si incrina senza frantumarsi. La pensionata, poi, scivola a terra verso il marciapiede, battendo la testa sull’asfalto.
I soccorsi. La ragazza alla guida della Citroen è una delle prime a soccorrere l’anziana e, insieme agli altri passanti, a chiamare il 118. La centrale operativa manda sul posto l’automedica e un’ambulanza della Croce verde. Immediatamente i soccorritori si rendono contro della gravità della situazione, soprattutto a causa del violento urto della testa contro lo spigolo del marciapiede. Meschi viene caricata in ambulanza e portata in codice rosso all’ospedale San Luca, dove i medici si sono riservati la prognosi. Al momento, non è presa in considerazione l’eventualità di un trasferimento a Pisa.
Le ipotesi. Sul posto, oltre ai sanitari, anche gli uomini della polizia municipale di Lucca per effettuare i rilievi. Fra le ipotesi prese in considerazione, c’è quella di un riflesso del sole sul parabrezza della Citroen, che avrebbe “ingannato” la conducente. Dalle testimonianze di chi seguiva l’utilitaria si cerca, inoltre, di capire se l’andatura della bicicletta fosse regolare oppure no. Di certo c’è che all’ultimo l’investitrice si è resa conto dell’impatto imminente ed ha provato a frenare: lo dimostrano le “strisciate” di battistrada rimaste sull’asfalto. Proprio la ragazza che in stato di choc ha comunque rifiutato il ricovero in ospedale, ha chiesto ripetutamente informazioni sullo stato di salute dell’anziana, che ora lotta fra la vita e la morte.
Ultimo episodio. Quello di San Vito (insieme allo scontro di Gallicano, che raccontiamo in un altro pezzo) è solo l’ultimo anello di una catene di drammi sulle strade della Lucchesia. Nella nottata fra venerdì e sabato ha infatti perso la vita il 41enne Urbano Rossi, di Santa Croce sull’Arno, in un tremendo frontale a Porcari.
Ma anche l’autostrada ha richiesto il suo tributo di sangue. Nella notte fra giovedì e venerdì è morto sulla Firenze-Mare, fra Altopascio e Capannori, il 34enne montecatinese Samuele Teglia, tamponato con la sua 500 da un’auto condotta da un genovese che è risultato avere un tasso alcolemico tre volte oltre il limite consentito dalla legge.
E - sempre sull’A11 - qualche settimana prima si era consumata la tragedia della giovane madre Clarissa Narciso Bolante, cameriera in un locale del centro storico: anche l’auto nella quale viaggiava con il marito, il padre e due dei suoi tre figli era stata tamponata, questa volta nel tratto fra Capannori e Lucca Est, senza lasciarle scampo.
Incidenti anche in valle del Serchio e nella Piana: nel primo caso, quello di un ciclista caduto mentre scendeva da Barga a San Pietro in Campo. Nel secondo, un uomo di Pescia rimasto coinvolto in un violento scontro con il suo furgone. Entrambi se la sono cavata per un soffio.
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