Il Tirreno

Lucca

Veterinario contro avvocato per le frasi su Facebook

Veterinario contro avvocato per le frasi su Facebook

Ex assessore, sporge querela dopo un post della legale della sua ex compagna: «Mi ritengo diffamato, si lede la mia dignità e il mio ruolo politico»

3 MINUTI DI LETTURA





ALTOPASCIO. Un medico veterinario tra i più noti in Toscana, ex assessore comunale, che sporge querela e ingaggia un duello legale contro un affermato avvocato per alcune affermazioni fatte dal legale sul proprio profilo facebook. Una vicenda che percorre almeno un paio di province toscane; è la puntata più recente di un lungo dissidio.

Alessandro Bianchi, che esercita ad Altopascio dove è consigliere comunale ed ex membro della giunta comunale (delega ai servizi sociali), ha presentato la propria querela venerdì mattina. La controparte è Sabrina Serroni, avvocato del Foro di Prato.Il reato ipotizzato dal querelante - naturalmente da dimostrare in sede di eventuale giudizio - è quello di diffamazione.

Al centro del caso c’è un post dell’avvocato sul social network, del gennaio scorso, riferito a Bianchi. Nell’annunciare che all’indomani il giudice penale di Pistoia si sarebbe occupato di quelli che la legale definisce «complimenti» ricevuti dal veterinario nei suoi confronti, aggiunge: «Lo avevo avvisato che sarebbe arrivato il giorno in cui avrebbe dovuto rispondere delle minacce e delle ingiurie, ma lui assolutamente incurante ha continuato e continua. E io continuo a denunciarlo. Finirà di offendere... o si devono aprire le porte del carcere per fargli capire i reati che commette ogni volta che apre bocca?».

Bianchi ritiene che quelle parole lo descrivano «come un imperterrito e impassibile criminale dedito sistematicamente all'ingiuria, inetto e sciocco, incapace di governare il proprio linguaggio e il proprio comportamento». In un comunicato diffuso ieri, il veterinario rileva anche come, sotto a quel testo, vi sia una serie di commenti da parte di altri utenti. Passaggi, a suo avviso, «disdicevoli e lesivi», capaci di innescare «un meccanismo perverso e irreversibile dovuto alla risonanza dei social nel costume quotidiano».

Insomma, si discute di una possibile diffamazione tramite social network, un tema che la giurisprudenza in Italia sta affrontando con sempre maggiore intensità, anno dopo anno. La questione coinvolge due persone conosciute nella comunità e affermate per la rispettiva professione.

La querela di Bianchi si dirige «contro tutti coloro che si sono resi responsabili di diffamazione» a suo danno; e l’ex assessore si oppone alla definizione del procedimento mediante emissione di decreto penale di condanna. Nel comunicato che ha fatto seguito alla querela il veterinario parla di «comportamenti altamente lesivi per la mia dignità, la mia professionalità, la mia presenza politica sul territorio».

Veterinario e avvocato sono protagonisti di una questione aperta da anni. In questa partita la Serroni è presente per la sua attività professionale: in una lunga lite giudiziaria, difende l’ex compagna del veterinario, Gabriella Cisoni. Nel corso della loro relazione “more uxorio” quest’ultima e l’ex assessore hanno avuto tre figli.

Le parti sostengono ricostruzioni dei fatti fortemente contrastate. La vicenda ha già toccato alcune tappe giudiziarie, come un patteggiamento del medico in aprile: un anno di reclusione con i benefici di legge, patteggiato davanti al gup Riccardo Nerucci, per stalking nei confronti della ex compagna, che vive a Pescia. Nello stesso contesto vi furono altre decisioni importanti: l’assoluzione dello stesso Bianchi dai reati di maltrattamenti e sostituzione di persona, e il rinvio a giudizio della donna con l’accusa di maltrattamenti in famiglia e mancata esecuzione dolosa di un provvedimento del giudice.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

La protesta

Milano, scontri al corteo sul carovita: tavoli e sedie contro la polizia. Ci sono feriti – Disordini anche a Torino e Bologna

di Redazione web