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Lucca

deve diventare un parco

Solo boscaglia e sporco nei giardini del Genio civile

Solo boscaglia e sporco nei giardini del Genio civile

LUCCA. L’intento annunciato dal Comune è lodevole: un nuovo parco pubblico nel cuore di San Francesco, una delle zone più attive di tutto il centro storico. Peccato che, ad oggi, il giardino alle...

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LUCCA. L’intento annunciato dal Comune è lodevole: un nuovo parco pubblico nel cuore di San Francesco, una delle zone più attive di tutto il centro storico. Peccato che, ad oggi, il giardino alle spalle del Genio Civile, con accesso da via Santa Chiara sia ancora (e sempre di più) un bosco incolto, nel quale i soliti incivili spesso buttano di tutto. Un buco nero (anzi, verde), a due passa sia dal rinnovato complesso di San Francesco, sia dal museo nazionale di Villa Guinigi.

Già in passato le lamentele da parte dei cittadini erano arrivate in Comune. E l’amministrazione si era mossa sfruttando l’opportunità di richiedere beni demaniali. Domanda inoltrata e accolta, a costo zero per le casse di palazzo Orsetti.

Da quel momento (si era a fine dello scorso anno) qualcosa però sembra essersi bloccato. Non che mancassero i progetti per cosa fare dell’area, quasi tremila metri quadri fra il retro del Genio civile e la palazzina che ospita gli alloggi popolari in via Brunero Paoli. La legge sul trasferimento dei beni, infatti, prevede che questo vada a buon fine solo se l’area o l’immobile trasferito vengano utilizzati a scopi pubblici.

E, in questo senso, il Comune aveva parlato di un parco per le famiglie e i bambini, ma anche di un’area da adibire a orti sociali. Un’esperienza avviata in molte città e anche a Capannori. Si tratta di appezzamento di terreno di proprietà comunale dove coltivare ortaggi e piante da frutto, ma anche erbe aromatiche e fiori, senza scopo di lucro, con l’obiettivo di favorire l’inclusione sociale attraverso la cura del verde pubblico.

Di questo, per ora, niente si è visto. Tempo ce n’è ancora: il Comune ha tre anni di tempo per realizzare i lavori prima che l’area ritorni alla Regione. Ma c’è da augurarsi che non sia necessario aspettare così tanto.

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