Sicurezza
Lucca, Pistoia e Prato più servizi alle aziende
Le associazioni della Confindustria delle tre province accelerano il processo di fusione per assicurare risposte sempre più adeguate alle imprese
LUCCA. Il percorso verso il reciproco avvicinamento è cominciato da tempo ed ha come meta la fusione. Intanto gli imprenditori soci delle Confindustrie di Lucca, Pistoia e Prato continuano a cogliere e creare occasioni per conoscersi meglio e rafforzare il dialogo.
E’ con questo obiettivo che si è tenuto a Villa Ariston, a Lido di Camaiore, un incontro all’insegna dello slogan “Integrarsi, rinnovarsi, crescere” che caratterizzò anche l’assemblea congiunta delle tre associazioni svoltasi lo scorso anno a Montecatini Terme.
«Oggi – dice Cristina Galeotti, Presidente di Confindustria Lucca” – ci ritroviamo, in un’ulteriore tappa del nostro cammino aggregativo. Naturalmente il percorso che abbiamo iniziato è complesso, ma non ha alternative: unicamente con la riduzione e l’accorpamento delle numerose associazioni esistenti nel sistema confederale si può realizzare l’ottimizzazione dei costi, costruire servizi più efficienti, avere maggior peso in Confindustria ed essere in grado di rispondere meglio alle esigenze delle imprese». L’incontro è anche l’occasione per “pesare” la consistenza del settore industriale nelle tre province nel contesto toscano. «L’analisi che sta alla base della nostra volontà di fusione non è solo numerica; pur se i soli numeri bastano a restituire il quadro di forte industrializzazione della nostra area – afferma Federica Landucci, presidente di Confindustria Pistoia - . Fra Lucca Pistoia e Prato, ovvero una superficie che copre solo il 13,5% della regione insiste il 32% di stabilimenti industriali della Toscana, sono occupati il 28% dei suoi lavoratori (122.500 persone) e si forma 23% del valore aggiunto della regione, per un importo pari a 22.290 miliardi di euro. Ma siamo voluti andare oltre le cifre ed indagarne il significato più nel dettaglio. E’ emerso che nelle nostre tre province esistono molti ed importanti settori produttivi trasversali, che si consolidano lungo l'asse che da Lucca va a Prato e che ne qualificano le economie. Molti di essi rappresentano eccellenze a livello nazionale, europeo, mondiale». Riguardo al valore aggiunto, nell’area Lucca-Pistoia-Prato i settori industriali più rilevanti, con quote superiori al 20% del totale della Toscana, sono le costruzioni (26,6% del totale regionale), il manifatturiero in generale (25,2%) ed i servizi (22,3%). Performance di tutto rispetto nell’export: sempre citando solo le quote superiori al 20% del totale della Toscana, si segnalano il cartario (86,6% del totale regionale), le macchine per l’industria, che includono macchine per il cartario, il tessile e l’alimentare (53,5%), i mezzi di trasporto (29,3%), la moda (28,4%), la gomma-plastica (25,7%), gli apparecchi elettrici (22,2%) e l’alimentare (21,8%).
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