Il Tirreno

Lucca

Chiuse le fontane di Deccio e Tramonte

di Barbara Antoni
Chiuse le fontane di Deccio e Tramonte

Primi effetti dell’ondata di caldo. A rischio stop anche gli approvvigionamenti dall’acquedotto del Nottolini

2 MINUTI DI LETTURA





LUCCA. Entrano in sofferenza da mancanza di acqua le frazioni collinari di Deccio di Brancoli e Tramonte.

E subito entrano in vigore due provvedimenti.

Da una parte l’ordinanza del sindaco Alessandro Tambellini che comunica la scarsità di acqua proveniente dalle sorgenti che alimentano l'acquedotto del Borellone; dall’altra la decisione di Geal di chiudere, in questa fase di penuria idrica, le fontane pubbliche delle due località con l’obbligo per gli abitanti della zona di non utilizzare l'acqua se non per motivi strettamente igienici e alimentari.

A rischio chiusura però, se la situazione metereologica rimanesse immutata ancora a lungo, potrebbero esserci altre fontane: in primo luogo il circuito di quelle che si alimentano dall’acquedotto del Nottolini.

Spiega la situazione Andrea De Caterini, amministratore delegato di Geal.

«Le frazioni collinari - sottolinea - non sono servite dall’acquedotto pubblico, ma da piccole sorgenti. In questo periodo dell’anno la fornitura di acqua attraversa una fase critica perché queste zone sono più abitate e quindi i consumi di acqua salgono. A fronte di ciò succede che con il caldo le sorgenti producono una quantità minore di acqua. La situazione è diversa per Lucca, che invece può contare su un approvvigionamento idrico più robusto».

Quanto alle fontane alimentate dall’acquedotto del Nottolini, che tre anni fa in estate rimasero quasi tutte all’asciutto per problemi di siccità, «per ora non si riscontrano difficoltà - continua l’ad di Geal -. Il problema che potrà verificarsi se continua a non piovere sarà la disponibilità delle sorgenti dell’acquedotto del Nottolini alle Parole d’Oro. Non mi sento di scommettere su nulla - sottolinea ancora De Caterini -. E le previsioni meteo, si sa, non si fanno su lunghi periodi».

Bisognerà in sostanza aspettare: un’eventuale pioggia potrebbe sventare una serie di rischi.

Intanto De Caterini invita gli abitanti delle frazioni collinari a «collaborare tutti quanti con le indicazioni fornite per mantenere il servizio di acqua. Nel momento in cui la disponibilità dovesse mancare provvederemo con alimentazioni alternative. Ma se tutti collaborano e non sciupano la risorsa sarà più facile mantenerla».

E interviene anche sull’utilizzo indiscriminato dell’acqua delle fontanelle dopo che alcuni nosti lettori, sulla pagina Facebook del Tirreno, hanno segnalato che qualcuno usa l’acqua pubblica per lavare le auto. «Le fontanelle pubbliche servono per bere - afferma l’ad di Geal -. Se qualcuno ci attacca un tubo per innaffiare il proprio orto o per lavare la propria auto non fa altro che rubare l’acqua degli altri».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

La manifestazione

Firenze, oltre 2.000 studenti in corteo: «Se ci togliete il futuro noi vi blocchiamo il presente»

di Redazione Firenze