Sicurezza
Holding, due milioni a palazzo Orsetti La Salt in Parlamento
Il bilancio della “cassaforte” stacca un buon dividendo Ma sull’autostrada il Movimento 5 Stelle è all’attacco
LUCCA. Arriveranno circa due milioni di euro di dividendi dalla Lucca Holding nelle casse del Comune di Lucca. Questo, almeno, prevede il bilancio della “cassaforte” di palazzo Orsetti, guidata da Andrea Bortoli. Mentre rimane alta la tensione sulla vendita delle quote di Salt, che arriva anche in parlamento con un’interrogazione del Movimento 5 Stelle.
Il bilancio della holding. Il consuntivo 2014 della Holding è andato in discussione nel consiglio comunale di ieri sera, in attesa della prossima assemblea dei soci (anzi, del socio, visto che il Comune ha il 100% del capitale) per l’approvazione definitiva. Il 2014 è stato un anno chiuso con un utile di poco più di due milioni. Un risultato, positivo, che nella sua relazione Bortoli spiega con i buoni dividendi arrivati da Gesam, Geal e Lucca Fiere e con la «contrazione» dei costi di esercizio a poco più di 400.000 euro. L’utile è in calo, netto, rispetto all’anno precedente, quando superò i 4 milioni di euro. Una discrepanza che si spiega con il fatto che, per questioni tecniche legate al passaggio dalla “cassa” alla “competenza”, nel 2013 vennero contabilizzati dividendi per due annualità (2013 e 2012). Quest’anno, tolte le riserve di legge, al Comune dovrebbero andare 1.900.000 euro di dividendi. Una cifra che da fonti di Palazzo Orsetti viene ritenuta «soddisfacente», visto che siamo ai risultati migliori della controllata.
Salt. Fra le partite in gestione alla Holding c’è la vendita delle azioni Salt del Comune, che dovrebbero finire ai Gavio per 4,51 euro ad azione e per un totale di 16 milioni. Ora la vicenda arriva alla Camera, con un’interrogazione di Daniele Pesco, del M5S, movimento molto attivo su questo tema soprattutto grazie alla consigliera Maria Laura Chiara Giorgi. L’interrogazione ricostruisce la genesi della vendita delle azioni, fino all’intento dichiarato di utilizzare i soldi ricavati per opere di manutenzione. Tema, questo, molto caro anche a Giorgi che contesta la vendita su più fronti, collegandola anche con “l’accertamento straordinario dei residui”, che ha rideterminato il debito del Comune a 19 milioni, da spalmare in 30 anni, 660.000 euro l’anno. Secondo l’esponente 5 Stelle, infatti, «la Salt è un capitale. E se si decide di vendere, serve trasparenza, quella che finora non c’è stata». Secondo Giorgi, è probabile che al Comune finiscano solo le plusvalenze dell’operazione, circa 4 milioni. «E cosa faranno con gli altri 12 milioni -? Allora avrebbe più senso vendere tutto e abbattere il debito di 19 milioni, per evitare di gravare anche sulle generazioni future. Una “vendita strutturale”, perché il Comune ne ha bisogno».
Ma, per Giorgi, la soluzione sarebbe un’altra: tenere le azioni Salt e contare sul dividendo, «che varia da 600.000 euro a un milione e mezzo. Con questi soldi si potrebbero pagare tranquillamente le rate del debito. E un’ultima cosa: se le azioni sono “a scadenza” e rischiano di diventare di poco valore, perché i Gavio le vogliono?»
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