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la proposta

«Movida, rivediamo le regole»

«Movida, rivediamo le regole»

L’allarme degli studenti: controllate i vicoli, le bande imperversano

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LUCCA. Invito al sindaco a rivedere il regolamento anti movida. Arriva, in modo molto appassionato e argomentato, da Michele Sarti Magi, presidente del comitato scolastico lucchese. Invito diretto al sindaco, contenuto in una lettera aperta.

«Signor sindaco - scrive Magi - la sua firma sul regolamento anti movida 2015 è stata più importante della risposta che ancora non ci ha dato sul primo esposto che l’ufficio di presidenza del mio comitato le mandò. Visto che questa petizione è di mio diritto che sia presentata al consiglio comunale e al presidente che lo presiede, secondo il capo 3 dell’articolo 10 dello statuto comunale, chiedo che il consiglio comunale tenga conto di questi esposti e delle limitazioni eccessive dello statuto anti-movida 2015».

Dopo i riferimenti di legge, Magi parte alla carica. «La città - spiega - nel periodo estivo non può trasformarsi in un cimitero urbano. Non può neanche diventare una giungla naturalmente. La città, sindaco, è una comunità di persone. Un condominio, un quartiere, un comitato, una classe, un gruppo… comunità di persone che si vengono incontro per creare quell’equilibrio fondamentale in una vita di gruppo».

E prosegue che «con questo le voglio ricordare che anche noi giovani abbiamo diritto, specialmente in estate, di movimentare le nostre serate e nottate. Non in maniera eccessiva, in modo normale. La musica fino alle 24 tutti i giorni è una limitazione eccessiva. Noi abbiamo proposto il prolungamento del “coprifuoco” alle 2 il sabato e la domenica e l’abolizione delle multe di 300 euro se un locale ti versa un po di birra in un bicchiere di vetro». Secondo il comitato scolastico lucchese «multare un locale per trecento euro perchè serve bibite in bicchieri di vetro è un furto. Per un locale - sottolinea - comprare bicchieri di plastica è una spesa in più».

Secondo Sarti Magi «non sifa prevenzione alle risse controllando i bicchieri. Si fa controllando le persone».

E invita quindi le autorità preposte «a sorvegliare le bande che davanti ai locali, nei vicoli o negli spazi bui picchiano».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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