Il dolore
Confcommercio batte il pugno: stop a nuovi esercizi alimentari
LUCCA. «Serve uno sviluppo commerciale organico del territorio: dall'inizio del 2015 sono già 20 le aperture registrate nel settore della somministrazione alimentare. Un dato che balza agli occhi di...
LUCCA. «Serve uno sviluppo commerciale organico del territorio: dall'inizio del 2015 sono già 20 le aperture registrate nel settore della somministrazione alimentare. Un dato che balza agli occhi di commercianti e cittadini e che sorprende, andando a contrastare contro i mille paletti burocratici esistenti per altri settori del tessuto economico produttivo».
Torna a farsi sentire la voce di Confcommercio in tema di liberalizzazioni circa le autorizzazioni per le aperture di nuove attività commerciali sul territorio di Lucca.
Un argomento già affrontato di recente, in particolare per il settore della somministrazione alimentare nel centro storico. Lo spunto per tornare sul tema arriva da un recente incontro in Comune fra il sindaco Alessandro Tambellini e una delegazione di Confcommercio composta dal presidente Ademaro Cordoni, dal direttore Rodolfo Pasquini e dal presidente della Commissione centro storico Giovanni Martini.
«Durante la riunione - spiega Confcommercio - si è parlato non solo del centro città e della somministrazione alimentare, ma è stato compiuto un ragionamento a 360 gradi sui prblemi che investono il territorio comunale in più settori commerciali. L'amministrazione ha confermato la volontà di lavorare a un piano delle funzioni, come anticipato dagli assessori Giovanni Lemucchi e Serena Mammini. Confcommercio, da parte sua, ha offerto piena disponibilità sia a presentare le proprie proposte, sia a raccogliere informazione attraverso i propri organi nazionali sui modelli di sviluppo commerciale compatibile di altre realtà italiane».
«Al tempo stesso - prosegue - è stato chiesto al Comune di attuare una sorta di moratoria, in attesa della stesura del piano delle funzioni, che porti ad uno stop momentaneo di nuove autorizzazioni. È sotto gli occhi di tutti, infatti,il sovraffollamento in certe zone di attività che si occupano del medesimo settore, del tutto sproporzionate numericamente rispetto alla domanda. Sproporzione che può generare anche problematiche di ordine pubblico».
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