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Lucca

Pochi segnali di pericolo sul fiume

Pochi segnali di pericolo sul fiume

La denuncia di una lettrice dopo la tragedia costata la vita a un ragazzo di 20 anni

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LUCCA. Pochi segnali lungo le sponde del Serchio per avvisare i potenziali bagnanti del pericolo portato dal fiume. Lo segnala, con una lettera, la nostra lettrice Lucia Dianda, che prende spunto da un tragico fatto di cronaca di qualche giorno fa.

«Mercoledì 1° luglio - ricorda Dianda -il fiume Serchio è stato teatro di una sconvolgente tragedia: un ragazzo di origini cingalesi è annegato all’altezza della passerella pedonale di Sant’ Alessio. Insieme ad alcuni suoi amici aveva deciso di immergersi in acqua, un po’ per trovare refrigerio dalla calura estiva, un po’ per puro divertimento, ma la corrente lo ha impietosamente trascinato via, nonostante fosse rimasto nei pressi della sponda. Repentino l’intervento dei vigili del fuoco, dei carabinieri e della polizia, allertati dagli amici, ma sconfiggere l’avversità di un destino crudele è pressoché impossibile.

«Mi preme rilevare - scrive la lettrice - che, nella zona di Monte San Quirico e non solo, è assente ogni tipo di segnaletica in merito allo stato delle acque: nessun cartello o banderuola che indichi se risultino inquinate, mosse, calme, balneabili o meno. Inoltre, non è prevista alcuna forma di sorveglianza o di assistenza nel caso in cui un bagnante si trovi in difficoltà. Eppure, la storia dovrebbe insegnare che molte sono state, e continuano ad essere, le vittime delle correnti del fiume. Grazie anche al progetto del Parco Fluviale, che è riuscito nell'ardua impresa di riqualificazione del fiume e delle sue sponde, come dimostra il conferimento del premio, da parte del Ministero dell'Ambiente, “per le città sostenibili del 2000”, le rive del Serchio sono sempre più spesso frequentate da stranieri che non conoscono, e non possono conoscere, la pericolosità delle sue acque. Pertanto mi rivolgo alle autorità competenti affinché venga predisposta un’adeguata segnaletica e, se possibile, una qualche forma di assistenza. Non so se le misure di sicurezza risultino sufficienti a scongiurare future tragedie, ma penso che siano un primo, importante passo nella giusta direzione».

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