Proteste
In cima alla statua per carpire emozioni
Viaggio tra i fan oltre le transenne, tra chi il biglietto non l’ha
LUCCA. Sono da poco passate le nove di sabato sera. L’afa non accenna a diminuire e inumidisce i volti emozionati di chi attende il concerto di Elton John. Un sorso dalla bottiglietta di acqua, una sventagliata con un foglietto rimediato lì per lì ed ecco che la folla compattata all'ingresso di piazza Grande si divide. Qualcuno, dopo il via libera degli addetti, imbocca i tornelli per dirigersi sotto il palco o nelle tribune. Gli altri, senza biglietto, restano dietro le transenne. Con le orecchie tese e l’immaginazione al lavoro, anche da qui si vuol godere il concerto. È un secondo spettacolo quello che si vive da lì. Un’altra storia, anche questa di passione. Una serata alternativa, trascorsa ai margini come partecipanti furtivi, “ladri buoni” di belle emozioni.
Lara Calzolari è una di loro. Maglietta scura con le date dei concerti di Elton John e il nome della star inglese che spicca ad altezza spalle. Un gadget acquistato nel 2011 proprio al Summer Festival. Una veterana, insomma. Una fan. «La prima volta che ho sentito un brano di Elton John avrò avuto cinque o sei anni – racconta Lara –. Un amore a prima vista, anzi “a primo ascolto”. Mi ricordo che mettevo le cassette nello stereo del salotto e quando finivano le riavvolgevo e le facevo ripartire. Questa sera avrei voluto essere sotto il palco, ma fino all'ultimo non ero certa di poter prendere una pausa dal lavoro, così non ho acquistato i biglietti».
Un dispiacere che svanisce quando si levano le note della prima canzone. Piazza XX Settembre brulica di persone. Un pubblico variegato, per origini ed età. «Sono già venuto a Lucca per la serata inaugurale con Dylan e De Gregori e ci sarò per Robbie Williams - spiega l’aretino Giuliano Serpi –. Abbiamo la storia della musica a un passo da casa: un peccato non approfittarne, ma ho dovuto scegliere per via del costo del biglietto. Mi muovo con la famiglia e la cifra va moltiplicata per tre. In fondo si sente tutto anche da qui e siamo arrivati con largo anticipo per non avere davanti troppa gente».
La corsa alla prima fila al di qua delle transenne sembra quasi più faticosa a di quella di chi assiste al concerto da Piazza Grande. Cappellini in testa per pararsi dal sole, ventagli, cartoni di pizza per spezzare la fame e scorte di bibite fresche per non doversi allontanare e perdere il posto: ognuno si guadagna un angolino. I più giovani si siedono per terra. Altri trovano spazio sul gradino di un negozio. Il motivo per cui si resta fuori non cambia lo stato d’animo di chi assiste, nemmeno quando la decisione è obbligata. «Il lavoro non va bene e certe spese sono un lusso – confessa un signore –. Il prezzo del biglietto era troppo alto, da cinquanta euro in su. Non sono voluto mancare, ma ho dovuto fare una scelta». Poco importa: l’atmosfera distesa e contagiosa sembra fargli dimenticare, almeno una sera, certi brutti pensieri. E così si lancia, andando dietro alla voce di Elton John in un duetto a distanza. Qualcuno si fa largo per cercare di superare con l’occhio le barriere e scorgere il cantante: un uomo si arrampica perfino in cima al monumento di piazza XX Settembre. «Non comprare il biglietto è stata una scelta ponderata – spiega Tancredi Gallone – pensavo che il concerto andasse esaurito e temevo di non potermi godere lo spettacolo nello spazio del Summer, forse un po’ piccolo».
Anche in via Veneto la folla si raduna davanti le barriere di accesso a piazza Grande. Italiani, stranieri in vacanza, lucchesi di passaggio. «Sono uscita per un gelato e non ho potuto non fermarmi – dice Daniela Pasquinelli in sella alla bici –. In momenti così Lucca tira fuori la sua magia. Elton John riesce a coinvolgere perfino noi che da qui nemmeno riusciamo vederlo».
Qualcuno passa invano la telecamera all'amico sperando che riesca a carpire qualcosa di più. «Il dispiacere è trovarsi a un passo da artisti come Elton e non poterli ammirare neanche da lontano – dice Giulio Doveri –. Alla fine però non è così male vivere il concerto da spettatore defilato. Pago per entrare solo in casi eccezionali. Il più delle volte, me ne sto fuori: alla fine, ottengo quasi lo stesso risultato e a costo zero».
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