Il Tirreno

Lucca

Folla sulle mura per gli spari in onore del patrono

Folla sulle mura per gli spari in onore del patrono

Omelia del vescovo Italo Castellani in cattedrale con un invito all’accoglienza di immigrati e rifugiati

2 MINUTI DI LETTURA





LUCCA. Tanta gente ha partecipato nella giornata di ieri (così come era avvenuto anche sabato) per gli spari a salve dei cannoni lungo le Mura. Le “Gazzarre delle artiglierie” organizzato dall’“Associazione historica lucchese”: una rievocazione dei tempi nei quali, durante le feste religiose o civile della Repubblica di Lucca. Fra queste, ovviamente, non poteva mancare la festa del patrono San Paolino, il 12 luglio. E così da qualche anno l’associazione ripropone questo momento importante per la città, facendo sparare le artiglierie dal baluardo San Paolino e dalla piattaforma San Frediano.

I festeggiamenti per il patrono, però, sono anche di tipo religioso. E così anche l’arcivescovo Italo Castellani ha fatto sentire la propria voce durante l’omelia della celebrazione della messa di ieri mattina.

Un invito, a tutta la comunità lucchese a «condividere» la propria fede. «Già dall'anno scorso - ha detto monsignor Castellani - ho chiesto alla nostra comunità diocesana d'intensificare questo “ascolto” formando dei “Gruppi di lettura” del Vangelo da tenersi nelle case, animati da laici. Diversi uomini e donne - a cui va la mia gratitudine- hanno risposto all'invito anche come “Animatori di Gruppi del Vangelo”. Da questa Celebrazione chiedo in proposito un passo avanti, un salto di qualità. Continuare ad incentivare la formazione dei “Gruppi di ascolto del Vangelo”, caratterizzati sempre più da uno spirito missionario, coinvolgendo persone che di solito non partecipano alla vita parrocchiale: vicini di casa, conoscenti, colleghi di lavoro. Il vero “salto di qualità” è dato poi da un “ascolto missionario” del Vangelo: il Vangelo non letto come un racconto del passato, ma come Parola che interpreta e sollecita a dare risposte alle diverse situazioni umane e sociali che ci troviamo oggi a vivere, «ascoltando i battiti del nostro tempo», come afferma Papa Francesco. I “battiti del cuore” dell'umanità del nostro tempo sono: le nuove circostanze in cui vive la famiglia, la condizione dei giovani, le nuove povertà e i nuovi poveri, l'accoglienza degli immigrati e i rifugiati, l'incontro con nuove culture e le diverse religioni del mondo».

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Lutto

Addio a Fabio Vantaggiato, direttore generale di Gesam Reti

di Redazione Lucca