Il dolore
Alce, i comitati chiedono controlli
«Dal 2012 sollecitiamo un piano di caratterizzazione del sito»
BAGNI DI LUCCA. Controlli rigorosi e approfonditi senza più procrastinare. Questa la posizione dei comitati ambiente e salute di Bagni di Lucca e Borgo a Mozzano dopo la scoperta di rifiuti interrati nell’area ex Alce.
«È dal 2012 – dicono i membri del gruppo ambientalista – che sollecitiamo gli organi competenti (Provincia in primis) per la progettazione di un vero piano di caratterizzazione del sito, alla luce della perizia del prof. Bettini e degli esposti dei cittadini. Non possiamo dimenticare che il dirigente provinciale autorizzò il progetto della centrale a biomasse senza preliminare Via e che approvò lo screening delle matrici ambientali presentato dall'azienda; screening che oggi dimostra platealmente la sua inadeguatezza». Stupisce e allarma, prosegue il comitato, «che, a fronte del ritrovamento di rifiuti e in mancanza di risultati delle analisi, continuino i lavori per la costruzione del condotto; e dispiace constatare il mancato rispetto quantomeno del principio di precauzione.
«La superficialità con cui è stata ed è gestita la vicenda Alce risulta drammatica. Dopo un mese dalla nostra segnalazione (inoltrata al Noe di Firenze, alla Procura, ad Arpat, ai Carabinieri, al responsabile dell’ufficio Ambiente della Provincia e al Comune di Bagni di Lucca), nessuno ci ha ancora risposto e non sappiamo che tipo di intervento le autorità abbiano intenzione di attuare. Ricordiamo che questa nostra denuncia fa seguito agli esposti presentati nel marzo 2010 e nel novembre 2012 ed alimentati dalla fondata convinzione che nell’area Alce fossero stati in passato interrati rifiuti di diversa natura».
Urgente quindi per il comitato un’indagine sull’intera area e sulla situazione pregressa, come suggerì a suo tempo anche il dott. Marco Stevanin, tecnico e responsabile ambientale della società Terra srl. «Anche i Comuni interessati avrebbero gli estremi per recapitare un esposto alla magistratura e dovrebbero adoperarsi per definire un progetto pubblico di difesa dell’ambiente e della salute avviando accertamenti veri».
Chiara Lammari
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