Sicurezza
Sca, produzione con meno uso d’acqua
Grazie a moderni macchinari ad Altopascio sarà riutilizzata quella piovana, a Porcari ridotti i prelievi dal sottosuolo
ALTOPASCIO. Utilizzare l’acqua piovana per ridurre il pompaggio di acqua dalla falda durante la fase produttiva della carta. E’ questo l’obiettivo raggiunto da Sca Italia che nello stabilimento di Altopascio ha inaugurato il nuovo impianto prototipale di filtrazione delle acque piovane. Un progetto unico al mondo che, secondo le stime dell’azienda, in una stagione di piovosità media consentirà di ridurre fino al 20% l’approvvigionamento d’acqua.
Per avere una dimensione del risparmio, si potrà calcolare in circa 10 piscine olimpioniche in meno che saranno prelevate dal sottosuolo. Un investimento di 600mila euro per realizzare un impianto che da ieri è operativo e ora aspetta solamente l’arrivo della prima pioggia per entrare in funzione. Si tratta di uno speciale serbatoio in grado di raccogliere 350 metri cubi di acqua che poi, dopo un’operazione di filtraggio, potrà essere regolarmente utilizzata nel processo produttivo.
L’altro investimento – 800mila euro – riguarda invece i due stabilimenti di Porcari, nella zona del Frizzone, dove è stato portato a termine un progetto di collettamento e trattamento delle acque di scarico che ha portato questo stabilimento a posizionarsi tra i migliori tre siti di Sca Europa per il ridotto consumo di acqua. In sostanza, se per fare un chilo di carta servono 4,94 litri d’acqua, da oggi a Porcari solamente 2,5 litri arriveranno dal sottosuolo.
«Sca Group è costantemente impegnata nella riduzione dell’impatto ambientale nei processi produttivi – spiega Massimo Minaudo, country manager di Sca Italia –. L’obiettivo infatti è il continuo miglioramento delle sue pratiche, la riduzione dell’impatto ambientale e lo sviluppo di progetti dedicati all’ambiente e a favore delle comunità in cui è inserita».
Alcuni grafici che fanno capire come negli ultimi cinque anni il consumo di acqua si è ridotto del 20%, quello di energia del 15% e le emissioni di CO2 sono calate del 7%.
Il tubone. Da oltre 10 anni poi lo stabilimento di Porcari dà priorità alle acque superficiali provenienti dal rio Frizzone e dal Tubone da utilizzare nei processi produttivi e nei limiti della disponibilità questo tipo di acqua ha la priorità di utilizzo rispetto a quella proveniente dalla falda. Tutte misure messe in atto per ridurre il problema dell’impoverimento di acqua del sottosuolo e prevenire fenomeni di cedimento del terreno come la subsidenza.
L’occupazione. Oltre 1,4 milioni di investimenti che consentiranno di garantire la stabilità occupazionale nei tre stabilimenti di Porcari, Altopascio e Collodi. L’azienda non si spertica in promesse ma assicura quindi che i posti di lavoro attuali saranno mantenuti. «In questo momento stiamo assumendo personale soprattutto per la nostra attività di marketing e vendita – spiega Fabrizia Candelo, direttrice delle risorse umane di Sca Hygiene Products –. Il gruppo infatti si sta dotando di una propria forza vendita e dal 2013 ha assunto 30 venditori su tutto il territorio nazionale e ora ne sta cercando altri 10».
Le reazioni. Soddisfatti i rappresentanti della politica locale, a partire dal sindaco di Altopascio Maurizio Marchetti che si è detto interessato soprattutto alla riduzione di emissioni di anidride carbonica: «Nel 2013 il nostro Comune è stato il primo sopra i diecimila abitanti nella salvaguardia dell’ambiente». Per l’assessore all’ambiente di Capannori, Matteo Francesconi, «Sca è un esempio concreto di come attività produttiva e business possano convivere, attraverso politiche lungimiranti, con la sostenibilità ambientale». Infine il sindaco di Porcari Alberto Baccini spiega che «si può affermare che il nostro distretto cartario si pone all’avanguardia nelle politiche di sviluppo industriale coniugate con sostenibilità energetica e ambientale».
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