Finanza
«Mezzi poco sicuri» Domani sciopero Ctt
LUCCA. Dopo gli ultimi guasti ai mezzi pubblici dell Ctt Nord e le precarie condizioni di lavoro dei dipendenti, le segreterie provinciali di Pisa della Filt/Cgil - FIT/Cisl e Faisa/Cisal, insieme...
LUCCA. Dopo gli ultimi guasti ai mezzi pubblici dell Ctt Nord e le precarie condizioni di lavoro dei dipendenti, le segreterie provinciali di Pisa della Filt/Cgil - FIT/Cisl e Faisa/Cisal, insieme alle Rsa aziendali hanno proclamato per domani lo sciopero dalle 9 alle 17. La protesta coinvolge tutto il personale della Ctt Nord esteso alle province di Pisa, Livorno, Lucca e Massa Carrara.
La decisione di incrociare le braccia arriva dopo una serie di guasti di cui l’ultimo mercoledì scorso a un autobus in servizio fra San Miniato Basso e San Miniato Alto. Al mezzo si sono rotti i freni mentre percorreva il tragitto.
«Solo grazie all'abilità dell'autista - fanno sapere i sindacati - non c’è stata una tragedia poiché si era rotto un tubo dell'aria e il mezzo è rimasto senza freni. Solo la prontezza dei riflessi dell'autista che ha tirato il freno a mano ha evitato una tragedia».
I sindacati denunciano che «sugli autobus manca l'aria condizionata, i mezzi sono soggetti a continui guasti dovuti ad una carenza cronica di pezzi di ricambio. In questo periodo non viene sostituito il personale che deve fruire delle proprie ferie, e gli addetti alle manutenzioni e alle riparazioni dei bus, sono insufficienti per approntare i mezzi per effettuare il servizio». Diverse di queste problematiche erano emerse già nelle scorse settimane e, a Lucca, avevano portato alla sospensione e alla cancellazione di alcune corse.
I sindacati sottolineano anche che «mancano pezzi di ricambio, molte ditte hanno smesso di rifornire la Ctt Nord in quanto devono riscuotere crediti per diverse centinaia di migliaia di euro».
Inoltre, come abbiamo scritto di recente, molti autobus acquistati di recente sono fermi nei piazzali aziendali, «in quanto - si ricorda - per effettuare la loro manutenzione in garanzia, devono venire operai da Prato».
I sindacati, pertanto, puntano il dito contro l’azienda che «pensa soltanto a evidenziare il fatto che si sia risanato in parte un bilancio che lo scorso anno si era chiuso in forte perdita. Ma nessuno analizza il perché di questo risanamento: è palese che il risanamento è iniziato colpendo i lavoratori, abbassandogli i salari, peggiorandogli le condizioni di lavoro e trascurando l'efficienza del servizio e dei mezzi aziendali. La Ctt Nord vuol scaricare, come sempre, le colpe dichiarando che i disservizi - sottolineano ancora i sindacati nella loro nota - sono causate dai dipendenti, in quanto pubblici e pertanto con scarsa volontà di lavorare, non dalla incapacità manageriale di questi dirigenti».
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