Il Tirreno

Lucca

Dischi, canzoni e turisti «Il Festival ci fa vivere»

di Luca Cinotti

Il racconto del titolare di “Sky Stone”: è tantissima la gente che ritorna

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LUCCA. «Sa qual è la cosa più divertente? Vedere gli stranieri che arrivano, guardano il cartellone del Festival e poi mi chiedono “ma stasera suona il vero Elton John?”, come non credessero possibile che una città come Lucca ospiti una rassegna degna di una metropoli». René Bassani ha appena sistemato la vetrina del suo “Sky Stone & Songs” con i cd degli “Script”, il gruppo protagonista nella serata di ieri del Summer. Il negozio di René, uno degli ultimi due a vendere dischi a Lucca («e pensare che negli anni Novanta ce n’erano dieci») ha un posto da osservatore privilegiato della kermesse musicale di Mimmo D’Alessandro. Ma, in qualche maniera, ne è anche uno specchio che può raccontarne i mutamenti, insieme a quelli del mercato discografico.

«Come sta andando il Summer? Bene, come è andato bene durante gli altri anni. Lucca è in grado di offrire una location eccezionale, che non è anonima come gli stadi». Bassani conferma che il Festival ha una serie di “aficionados”, che negli anni sono diventati anche frequentatori del suo negozio: «Ci sono persone che tornano, magari dopo aver scoperto per caso la manifestazione».

Per caso o per scelta, rimane il fatto che il Festival è, per lo “Sky Stone”, un evento importante soprattutto in anni nei quali il mercato discografico è in picchiata. «Ormai sono gli stessi cantanti che non guadagnano più facendo e vendendo i dischi - ragiona René -, ma salendo su un palco. E questo spiega anche i prezzi alti dei biglietti. Nello stesso tempo è cambiato anche il ruolo di chi, come me, i dischi li vende. Perché prima era per l’appunto la vendita il fulcro di tutto, con la possibilità anche di fare grandi numeri. Oggi, con la musica che grazie a Internet è disponibile dappertutto, non è più così. E allora tu riesci ancora a vendere in due casi: se trasmetti un’emozione al tuo cliente, oppure se hai un evento attorno a un disco o a un’artista».

Chi si interessa di musica nella nostra città sa che di eventi legati ai grandi nomi (ma anche alle “perle nascoste”) della musica Sky Stone ne ha organizzati parecchi. E si è inserito a pieno titolo anche nel Summer, con vetrine a tema e mai banali. Perché, in fondo, anche questo è un evento che può aiutare a creare interesse al di là della musica che si può ormai scaricare da qualsiasi computer, tablet o smartphone.

Eppure... Eppure c’è ancora spazio per il classico negoziante, che ti può consigliare l’ultimo disco: «Questo ruolo rimane - spiega René - e certo non può essere sostituito dai consigli delle applicazioni come Spotify o Deezer, che lavorano solo con gli algoritmi. Molte persone si fidano di me e mi chiedono giudizi sui dischi prima di acquistarli. Quando poi entro più in confidenza, sono io che posso suggerire qualcosa basato sul gusto del cliente».

Una parte della vetrina del negozio è tutta dedicata ai lavori delle band lucchesi. Un punto che sta molto a cuore a Bassani, che più volte ha lavorato e dato spazio per valorizzare le realtà locali. Perché, spiega, «a Lucca ci sono tantissimi ragazzi che fanno musica. Forse il problema è che ognuno la fa da sé. Questo non è per forza qualcosa di negativo, ma di fatto manca una vera e propria “scena musicale” della nostra città». Un paradosso, forse, vista che questa è sicuramente una “città della musica”, in tutte le declinazioni possibili. Ma un paradosso che si spiega (anche) con lo scarso interesse che le politiche pubbliche hanno avuto negli anni verso chi voleva salire su un palco a cantare e suonare, spegnendo anche i fuochi (assai interessanti) che si erano accesi agli inizi degli anni Novanta.

Nonostante tutto, René va avanti: «Ci crediamo ancora, in questa attività mettiamo tutte le nostre energie». E, come tutti, ha una sua personale hit parade dei concerti che negli anni si sono susseguiti sul palco del Summer Festival: «Senz’altro David Bowie, E poi Roger Waters, Leonard Cohen, Nick Cave, gli Sigur Ros e Peter Gabriel. E poi il grandissimo Bob Dylan e il primo concerto che fece a Lucca Neil Young insieme ai Crazy Horse».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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