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Lucca

Sindaco-patron, pace fatta ecco l’ufficio grandi eventi

di Barbara Antoni
Sindaco-patron, pace fatta ecco l’ufficio grandi eventi

Tambellini: fin da subito le autorizzazioni per la rassegna edizione 2016

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LUCCA. Pace fatta, atto secondo. Dopo la stretta di mano della serata inaugurale del festival, il sindaco Alessandro Tambellini rilancia sull’armonia tornata con il patron del Summer Festival Mimmo D’Alessandro. Lo fa sperticandosi nei complimenti, elogiando il valore che ha per Lucca la rassegna internazionale di musica pop, «una ricchezza in termini culturali, commerciali e turistici per la nostra città, unica per storia e bellezza».

Ma la notizia è un’altra. Ospite ai microfoni di Picchi d’ascolto, la trasmissione di Radio Star che precede i concerti della kermesse di piazza Napoleone, il primo cittadino annuncia che l’amministrazione non si lascerà più cogliere impreparata davanti alle esigenze che le grandi manifestazioni che la città ospita potranno rappresentarle. Come? «Creeremo una struttura per i grandi eventi», rivela Tambellini. Una struttura interna alla macchina comunale che sia pronta e veloce a rispondere al Summer Festival e non solo in termini di autorizzazioni in materia di spazi ed emissioni sonore. Una struttura competente, con personale necessariamente specializzato.

Lo dice nella doppia veste di sindaco e assessore alla cultura che riveste. E ammette anche, incalzato dalle domande, che si potrebbe addirittura ipotizzare, nell’ottica del Summer Festival edizione 2016, di partire adesso con le necessarie autorizzazioni. «Si può fare - ammette Tambellini -, senza turbative».

Un cambiamento di prospettiva niente male dopo tanti tentennamenti, riunioni andate a vuoto con la direzione del festival prima dell’inizio della rassegna di quest’anno. E dopo autorizzazioni stentate - vedi quella per il limite dei decibel durante i concerti - arrivate solo alla vigilia del concerto inaugurale.

Se si è pensato che Comune e festival fossero ai ferri corti una ragione c’è, e Tambellini la spiega argomentando che «a volte le amministrazioni sono obbligate. Si avrebbe bisogno di più flessibilità sui comportamenti amministrativi. A parte alcuni momenti di instabilità però - sottolinea - siamo sempre stati in continuità sulla linea adottata verso il festival».

C’è un altro aspetto da tenere in considerazione, spiega ancora Tambellini, e cioè che il sindaco non agisce in modo discrezionale ma in accordo con altri interlocutori che hanno voce in capitolo, come la Soprintendenza. Perché è chiaro che il primo cittadino «non è un autocrate, la sua parola conta ma nelle sue decisioni deve tener conto di organismi di controllo». E se ci sono state tensioni fra amministrazione e festival è stato in virtù di ansie delle due parti. «Ansie anche da parte nostra - sottolinea Tambellini - perché le autorizzazioni devono essere fatte nel modo giusto».

Pace fatta, anzi di più. Dopo le ammissioni di Mimmo D’Alessandro subito dopo l’inizio del festival che «l’amministrazione si è comportata bene rilasciando l’autorizzazione sul limite dei decibel», Tambellini ricorda che con D’Alessandro «ci siamo dati la mano. È segno che non siamo prevenuti verso il Summer Festival; pensiamo invece che il Summer come altre manifestazioni debba avere una corsia preferenziale». E c’è il perdono, infine, anche per le ire di D’Alessandro alla prima conferenza stampa in Palazzo Orsetti pre Summer, quando pubblicamente il patron rimproverò al Comune di non fare abbastanza per il festival, di non mettere il suo staff in condizione di lavorare sereno. «D’Alessandro fece le sue esternazioni - minimizza il sindaco -; il resto è panna montata».

E siccome di musica si parla conclude con Puccini, le cui romanze il babbo gli cantava come ninnananna. «Vogliamo che Puccini si identifichi sempre più con Lucca - dice il sindaco -. È stato il primo a capire che la terra è piccola, ha studiato la cultura francese, quella orientale».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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