Il Tirreno

Lucca

Confartigianato: i debiti affossano le ditte

Gli interventi della presidente Fucile e del direttore Favilla all’assemblea annuale dell’associazione

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LUCCA. Si è svolta l’annuale assemblea di Confartigianato Lucca, la prima tenuta della neopresidente Michela Fucile.

Fucile ha disegnato il quadro del 2014, «un anno difficile, dove l'onda lunga delle sofferenze e dei fallimenti aziendali, partita otto anni prima, ha impattato massicciamente sull'occupazione. Anche quest'anno cittadini e imprenditori hanno dovuto combattere contro il diluvio di scadenze fiscali concentrate a metà giugno, con la consueta incertezza su quanto e come pagare. Si abbia il coraggio di tornare ad un'unica imposta sulla proprietà immobiliare, si accorpi la Tasi nell'Imu e si ammetta, apertamente, che la prima casa è, in effetti, tassata. Il rilancio della crescita passa, in gran parte, per la spinta del mercato interno attraverso la ripresa del settore edile che anche nella nostra provincia è, da sempre, volano dell'economia».

Più incentrato sulla situazione lucchese l’intervento del direttore Roberto Favilla: «Attualmente, nella nostra provincia, le imprese artigiane sono poco più di 12.000 a fronte delle 14.500 di otto anni fa. Dal nostro modesto osservatorio vediamo che sono molte, anzi direi troppe, le aziende in difficoltà, che arrancano a pagare i loro debiti. Ma cosa è stato fatto da questo Governo e da quelli che lo hanno preceduto per gli artigiani? Ma davvero il Jobs Act è la soluzione ai problemi occupazionali? Ma come si potrà con gli sgravi contributivi per tre anni aumentare l’occupazione se non c’è incremento di commesse di lavoro, o peggio ancora se questo non c’è? Ben altre dovevano essere le misure da adottare in particolare una diminuzione degli adempimenti burocratici ed uno snellimento delle procedure necessarie per facilitare l’apertura di nuove attività una diminuzione delle tasse e delle centinaia di balzelli cui soggiacciono gli imprenditori. L’Europa, l’Italia ed anche la Toscana, sia pure con modalità diverse hanno iniziato la “traversata del deserto”. Una traversata che ha visto nascere, nella nostra provincia, circa 200 “imprese definite gazzelle” cioè quelle più innovative ed all’avanguardia ma che sono troppo poche rispetto al numero globale, circa 12.000 imprese artigiane. A nostro avviso, ci saranno anche cambiamenti che, dovranno avvenire nelle Associazioni di categoria costrette a ripensare la loro organizzazione e presenza sul territorio. Ma vorrei che fosse chiaro che gli artigiani non si scoraggiano di fronte alle difficoltà, però occorre che tutte le Istituzioni si rendano conto che la misura è davvero colma».

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