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Telecom alza l’antenna a S. Alessio, cittadini infuriati

Telecom alza l’antenna a S. Alessio, cittadini infuriati

Lucca, l’azienda dà il via ai lavori dopo aver ricevuto la sospensiva dal Tar di Firenze. Il comitato: documentazione irregolare nella domanda di autorizzazione

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LUCCA. Il momento che molti abitanti di Sant’Alessio temevano si è concretizzato ieri intorno all’ora di pranzo. Quando gli operai incaricati dalla Telecom hanno cominciato a issare la grande antenna per i cellulari dopo il via libera ottenuto dal Tar.

C’è scoramento fra gli esponenti del comitato che, intorno alle case di via Fonda, da mesi si batte contro il ripetitore. Ieri gli addetti di Telecom hanno aggirato il possibile problema di accedere proprio da via Fonda: per evitare grane come un blocco con le auto, sono passati da un campo privato che ha dato loro accesso all’area di cantiere ormai abbandonata da diversi mesi.

A sbloccare la situazione è stata l’ordinanza dei giudici amministrativi della Toscana che ha concesso la sospensiva a Telecom cassando (almeno temporaneamente) il provvedimento con il quale, a marzo, il Comune aveva revocato l’autorizzazione a Telecom. Palazzo Orsetti, a sua volta, aveva intrapreso questo passo dopo che la Soprintendenza era tornata sui propri passi, annullando il “nulla osta” al cantiere.

Il Tar ha giudicato che il ricorso «si presenta assistito da adeguati profili di fondatezza» a proposito della mancata comunicazione dell’avvio del procedimento di revoca. Inoltre, i provvedimenti di Comune e Soprintendenza sarebbero viziati anche da «eccesso di potere per disparità di trattamento e contraddittorietà».

L’udienza di merito si terrà il15 novembre. La speranza dei residenti (e anche del Comune) era che Telecom non forzasse la mano e aspettasse proprio la sentenza nel merito. La società telefonica, però, ha sfruttato al massimo il potere che la sospensiva decretata dal giudice le ha messo in mano.

Durissima la presa di posizione del comitato, che spera molto nell’appoggio della Soprintendenza e che spiega, con una serie di domande a Telecom, quali sarebbero i problemi presenti nella domanda di autorizzazione: «Alla vostra prima richiesta di autorizzazione paesaggistica le foto inviate sono scarse e guardandole viene da chiedersi come mai una zona così, possa trovarsi sotto vincolo paesaggistico. È voluto? O semplicemente non avete visto il paesaggio collinare, con diverse ville storiche alle vostre spalle? Nella prima richiesta di autorizzazione manca il fotomontaggio per evidenziare l'impatto che avrà la stazione una volta installata sul ambiente circostante. Ve lo siete dimenticato? Il fotomontaggio presentato nella seconda richiesta d'autorizzazione risulta essere alta metà di quella del progetto. Avete sbagliato scala per errore?».

Critiche anche all’assessore all’ambiente Francesco Raspini: «Il Comune perde un introito nelle casse comunali dal momento che l'antenna finisce su suolo privato. E lo avrà perso per sempre se l'antenna va fuori dall'area pubblica. Perché il Comune non rinuncia per un periodo da stabilire all'affitto dovuto dal gestore, se questo delocalizza il proprio impianto?».

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