Il dolore
Quei tavoli messi in strada per protesta
La clamorosa iniziativa contro i ritardi della burocrazia per i danni subiti dopo l’ennesima alluvione
LUCCA. Quando nel luglio dello scorso anno si ritrovò, per la quarta volta, il locale invaso dal fango, Franco Corradi da una parte si rimboccò le maniche, dall’altra continuò ad alzare la voce per una Freddana più sicura.
Le cucine erano finite sott'acqua. Nel magazzino allagato cinque congelatori, tre celle frigorifere, le lavastoviglie, il forno a vapore ko. Tutto da ricomprare. Ma non era finita lì. Perché dentro i frigo e le ghiacciaie c'erano centinaia di chili di carne e pesce di ogni tipo. Oltre a pasta fresca, formaggi e dolci.
«Solo di generi alimentari ho subito un danno di 20mila euro - raccontò il titolare del ristorante -. E che dire della cantina? Un metro e mezzo d'acqua e fango con centinaia di bottiglie di vino, di olio e di liquori andate perdute».
La storia si ripete. Dal 1992 nulla è cambiato. La musica è sempre la stessa: la Freddana tracima all'altezza del ristorante e lo invade causando danni ingentissimi. «Ventidue anni fa - ricordò Franco con gli occhi lucidi - quando ci fu la grande alluvione il locale subì danni per 800 milioni di lire. E negli anni successivi - 1998-99 e 2000 - le esondazioni del torrente fecero altri 300 milioni di danni» I cinquantenni ricorderanno ancora il clamoroso gesto di protesta del proprietario de «Il Guercio» che apparecchiò la tavola in mezzo alla carreggiata per i ritardi burocratici per poter sistemare il suo locale dopo l'ennesima sciagura provocata dal maltempo con il torrente che ogni volta che pioveva rompeva gli argini.
«Soldi dagli enti pubblici non li ho mai visti, sono sempre andato avanti da solo. La domenica diamo lavoro a 35 persone che sono venute subito muniti di stivali di gomma e rastrelli per togliere il fango e salvare il salvabile».
Corradi parlò anche dei lavori sulla Freddana.: «In quattro anni di lavori - spiegò - per la messa in sicurezza degli argini e per la creazione di una cassa di esondazione della Freddana hanno speso milioni di euro. Ma non capisco perché hanno alzato di un metro e mezzo il passaggio che deve far confluire l'acqua che tracima nelle cassa di esondazione. Andate a vedere, lì non c'era un goccio d'acqua. Mi pare che facciano i lavori al rovescio: da che mondo è mondo l'acqua va in basso e non sale».
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