Il Tirreno

Lucca

In attesa di avere un tetto ci sono 17 nuclei di nomadi

di Barbara Antoni
In attesa di avere un tetto ci sono 17 nuclei di nomadi

Subito il confronto tra Comune e famiglie prime assegnatarie degli alloggi «Controlleremo che le aree lasciate vuote al campo non siano rioccupate»

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LUCCA. Partiranno subito i confronti con le prime tre famiglie nomadi dei campi delle Tagliate e di via della Scogliera assegnatarie, in base al posto in graduatoria che occupano, di una casa popolare. «Non ci sarà alcuna comunicazione esterna circa gli alloggi che verranno loro consegnati - taglia corto l’assessore alle politiche abitative Antonio Sichi -. Ne parleremo solo con i diretti interessati, per scegliere, secondo le esigenze dei singoli nuclei, la tipologia di alloggio più adeguata».

È molto probabile che le famiglie in questione riceveranno alloggi di vecchia edificazione: per quelli nuovi sono previste anche quote condominiali visto che alcune utenze (il gas metano) sono centralizzate. In quelle più datate invece le utenze sono singole e i consumi commisurati alla volontà degli inquilini. I canoni per l’occupazione delle abitazioni di edilizia popolare saranno ad ogni modo gli stessi imputati a qualsiasi famiglia assegnataria: da un minimo di 40 euro mensili a un massimo di 250.

Saranno in tutto sette le famiglie rom e sinti assegnatarie di altrettanti alloggi che il Comune potrà mettere loro a disposizione grazie ai fondi europei ottenuti tramite un bando regionale: 884.400 euro che serviranno ad acquistare da Erp, l’ente case popolari, sette alloggi nel complesso di Montuolo. Solo uno verrà assegnato a una nucleo nomade: gli altri andranno ad altre famiglie in graduatoria. La politica del Comune sposa la linea della separazione delle grandi famiglie rom: gli alloggi assegnati saranno in punti sparsi del territorio.

Non si tratta ad ogni modo di prime assegnazioni a famiglie di queste etnie. «Negli ultimi dieci anni - spiega Sichi - abbiamo assegnato 27 appartamenti a comunità marginali del campo nomadi delle Tagliate». E i risultati sono stati a volte positivi, altre meno. Da questi primi esperimenti il Comune ha dedotto che un migliore risultato si può ottenere evitando la concentrazione di più famiglie nello stesso luogo.

In futuro comunque l’inclusione sociale delle famiglie rom sarà una questione sempre più all’ordine del giorno. Per ammissione dello stesso sichi, le famiglie rom in possesso dei requisiti per l’assegnazione di una casa popolare, presenti nelle graduatorie del Comune sono 17, pari al 2,7 per cento del totale di 622 famiglie residenti a Lucca in attesa di una casa. Delle 17 famiglie rom in graduatoria 11 si trovano nei primi 200 posti.

Intanto il Comune ha avviato anche un intervento per sgombrare il campo di via della Scogliera, suddiviso tra nuclei che occupano aree demaniali e nuclei che stanno su aree private (che hanno acquistato). L’idea è di smantellare l’intera area per riconvertirla alla sua originaria destinazione di parco fluviale.

In parallelo l’amministrazione sta studiando gli interventi migliori per impedire che gli spazi lasciati libere dalle roulotte di chi si trasferirà in una casa siano occupati da nuove famiglie nomadi. «Stiamo lavorando - conclude infatti Sichi - per mettere a punto i migliori strumenti di controllo».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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