Gioco
Dalle casette agli alloggi in via Paoli (sfumati) fino a Montuolo
In principio era il progetto delle casette, 32 mini abitazioni che dovevano essere costruite nell’area delle Tagliate per ospitare i nuclei rom e sinti (un totale di circa trenta famiglie) che qui...
In principio era il progetto delle casette, 32 mini abitazioni che dovevano essere costruite nell’area delle Tagliate per ospitare i nuclei rom e sinti (un totale di circa trenta famiglie) che qui vivono. Ma quel progetto, che nel 2013 doveva gareggiare per i fondi europei destinati alle comunità marginali, è rimasto lettera morta.
Fu sostituito, a inizio 2014, dal progetto di recupero dell’edificio fatiscente in via Brunero Paoli, nel centro storico a ridosso delle Mura urbane: se ne sarebbero ricavati alloggi da destinare a comunità marginali. E in questo caso i finanziamenti avevano tutte le possibilità di arrivare. Ma si scatenò la battaglia dei residenti di lungo corso, il progetto non prese forma e alla fine l’amministrazione decise che dell’edificio di via Paoli non si poteva farne alcunché: erano trascorsi mesi e non sarebbe bastato il tempo per realizzare progetto, lavori e rendicontare il tutto.
I fondi Ue messi a disposizione dalla Regione intanto erano rimasti. Al bando di ottobre 2014 il Comune non partecipò. Lo fece invece quando fu riaperto, a febbraio 2015, per cercare di impiegare i fondi residui.
Da qui il progetto di acquistare con i soldi europei i sette alloggi di Montuolo, aumentare il patrimonio di alloggi popolari del Comune (al momento ne ha 950) e riuscire ad assegnare sette case a nuclei marginali e altrettante ad altre famiglie in graduatoria. Il tutto a costo zero per il Comune: i fondi ottenuti copriranno il costo di acquisto delle case (884.400 euro), visto che Erp abbuonerà il residuo per arrivare a un milione un milione 105mila.
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