Sicurezza
Cultura e formazione nel centro polifunzionale
L’assessore Mammini illustra le ipotesi per il futuro utilizzo del grande edificio Potrebbero trovare spazio anche alcune funzioni oggi all’esterno delle Mura
LUCCA. È ancora del tutto generale il futuro della Manifattura Tabacchi di via Vittorio Emanuele II e, come ripetuto da tempo, l’Amministrazione sta lavorando al progetto definitivo che sarà pronto il prima possibile. A ribadirlo, ancora una volta, nel corso del sopralluogo di ieri mattina, è l’assessore al Piuss, Serena Mammini.
«Diventerà una Manifattura della cultura» dice, ma sembra non volersi sbilanciare troppo. La parola chiave sarà comunque “polifunzione”. Attività miste e centri di informazione: la nuova vita della Manifattura sarà a favore della cittadinanza. «Tutto è ancora in fase di completamento – afferma la Mammini – e per adesso non saprei dare una scadenza. Ci stiamo lavorando e spero di riuscire ad avere qualcosa in tempi brevi. Alcuni di questi locali verranno sicuramente adibiti alla formazione, alla produzione e alla promozione culturale, mentre stiamo pensando di far sorgere degli uffici in un’altra area dell’edificio. La parte che non risulta interessata dal progetto Piuss, invece dovrà essere pensata come zona di collegamento. Questo complesso è sempre stato un fortino, fin dai tempi del convento, del collegio e poi della Manifattura. Noi vogliamo riaprirlo alla città e per la città e farlo diventare un punto importante per le attività del territorio».
I requisiti, in effetti, ci sono tutti: gli spazi ampi e il parcheggio, non sono, ad esempio, da sottovalutare. Anche la posizione, tanto focale quanto strategica all'interno del centro storico, costituisce un punto a suo favore e potrebbe consentire ad alcune realtà trasferite all'esterno delle Mura di tornare a far parte del circuito cittadino. Per adesso, però, niente di più chiaro. E se le idee sembrano comunque essere nell'aria a Palazzo Orsetti, probabilmente passerà del tempo prima di poterle vedere realizzate in concreto. Novecento giorni è il periodo necessario per la fine dei lavori che, per il momento, risultano in pari con le previsioni. Le demolizioni verranno ultimate da qui ad un mese. Una parte importante sarà anche quella dello smaltimento delle macerie che attualmente si trovano ancora nell'area dell’edificio. «Stiamo facendo un piano per far passare gli scarti e i calcinacci e condurli fuori città – spiega la dirigente Antonella Giannini – Per adesso ne stiamo eliminando pochi alla volta e infatti nessuno si è lamentato». (f.b.)
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