Finanza
Sesso tra ragazze e clienti: sei anni al gestore del night
Condannato per sfruttamento della prostituzione il titolare del Piper di Altopascio. Sedici mesi alla barista incaricata di trovare ragazze dell’Est disponibili
ALTOPASCIO. Mai fidarsi di una moglie tradita. È capace di tutto pur di vendicarsi del consorte. E così quasi sei anni fa una giovane donna residente in Lucchesia accortasi che il coniuge-commerciante stava prosciugando il conto corrente familiare inizia a seguirlo in macchina sino al night club Piper Club in via Pertini ad Altopascio. E dall’auto con i fari spenti lo vede in lontananza uscire dal locale notturno avvinghiato a una ballerina dell’Est. In quel momento transita una pattuglia dei carabinieri di Altopascio e la sposa tradita dal marito adultero si sfoga con i militari raccontando la sua storia.
Parte dall’inverno del 2009 l’indagine, diretta dal sostituto procuratore Fabio Origlio, che porta otto mesi dopo al sequestro preventivo del locale e all’arresto del titolare del «Piper Club»: Raffaello Tedeschi, 54 anni, originario di Messina e residente ad Altopascio. Con lui finiscono nei guai Monica Albu, romena oggi trentanovenne e in passato domiciliata ad Uzzano, accusata di trovare le ragazze dell’Est disponibili a soddisfare sessualmente la clientela e il bodyguard Osvaldo Brugioni, 53 anni, di Uzzano, che aveva il compito di sorvegliare il locale e allontanare sia i clienti «morosi» che quelli troppo «aggressivi» con le ragazze.
Cinque anni dopo arrivano le condanne in primo grado per favoreggiamento e sfruttamento della prostituzione. Il collegio giudicante (presidente Annarumma, a latere Dal Torrione e Tolomei) infligge una sonora mazzata al presunto promotore dell’organizzazione: Raffaele Tedeschi, attualmente detenuto per altra causa. Sei anni di reclusione, mille euro di multa e interdizione in perpetuo dai pubblici uffici. Per i giudici avrebbe preteso dalla belle entreneuse romene, polacche e russe (almeno dieci di età compresa tra i 25 e i 35 anni), somme consistenti anche superiori ai 250 euro al termine della serata. Denaro sborsato da professionisti, imprenditori e commercianti della Lucchesia e della Valdinievole attraverso consumazioni ai tavoli, ma soprattutto fuori dal tabarin negli amplessi che avvenivano in alberghi, ville o nelle auto. Condannata a 16 mesi di reclusione (pena sospesa) anche la «reclutatrice» Monica Albu mentre i giudici assolvono il bodyguard Osvaldo Brugioni risultato estraneo ai fatti contestati.
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