Proteste
Correttivi per vie di fuga e transenne
Il caso bagni chimici. D’Alessandro: non polemizzo, li spostiamo. Confesercenti: regia assente, colpa del Comune
LUCCA. Transenne, vie di fuga, varchi, collocazione dei bagni chimici: sono alcuni aspetti della logistica del festival a cui saranno apportati provvedimenti migliorativi per i prossimi concerti.
È stato deciso ieri mattina al termine della commissione di vigilanza, riunitasi per una valutazione d’insieme dopo la serata inaugurale del concerto di De Gregori e Bob Dylan. Una prova generale forte, visto che l’affluenza al concerto è stata, solo di paganti, nella misura di diecimila persone.
«Non provvedimenti di sostanza ma piccoli accorgimenti - spiega il direttore artistico del Summer Festival Mimmo D’Alessandro -. Interverremo con migliorie semplici dell’assetto iniziale, nel senso di una crescita ulteriore della manifestazione».
Continua a bruciare però, la contestazione giunta al festival attraverso Confesercenti per chiedere la rimozione del bagno chimico davanti alla gelateria Il Pinguino, ritenuta penalizzante dai titolari. D’Alessandro tiene il tono basso: «Sposteremo quel bagno chimico, d’altra parte da qualche parte dovremo pur metterlo. Non vogliamo innescare alcuna polemica. Anche tra gli operatori lucchesi, c’è chi si lamenta e ci è molto vicino: noi vogliamo lavorare solo per migliorare, in senso assolutamente collaborativo. Ho notato nelle ultime ore più collaborazione anche da Palazzo Orsetti: in commissione era presente anche l’ingegnere Antonella Giannini, non si era mai vista finora ed è stata molto propositiva».
«Ci è sembrato inopportuno collocare un bagno chimico a pochi metri da un esercizio di somministrazione - spiega Enrico Ragghianti, vicepresidente di Confesercenti, la cui famiglia è titolare de Il Pinguino -. Inizialmente davanti al nostro esercizio ne erano stati collocati quattro, di cui tre sono stati rimossi. Ma quello rimasto ha provocato disagi alla nostra clientela: specialmente durante l’intervallo del concerto era tutto un andirivieni di persone e l’odore che si sprigionava era insopportabile. Non siamo contro il Summer e i concerti, ma vorremmo che di tutti questi aspetti logistici della manifestazione si parlasse con debito anticipo. Mi riferisco anche alla nuova tribuna: sta davanti a cinque esercizi, compreso il nostro. Potevamo parlarne prima. Mi dispiace, è mancato un coordinamento alla manifestazione che spetterebbe al Comune».
E così Valentina Cesaretti, direttore di Confesercenti, a cui Ragghianti si è rivolto per inoltrare la sua protesta, vede la questione del bagno chimico contestato non tanto come fatto singolo quanto come effetto di una mancata regia. «Sono sicura che il problema sarà risolto - dice Valentina Cesaretti -. Il fatto è che non si può arrivare a organizzare una manifestazione a ridosso del suo inizio. Non a caso a più riprese al Comune avevamo chiesto di fare un piano di lavoro, ma mesi prima, per discutere su vie di fuga, tribune, bagni chimici. Va bene tutto ma vogliamo vedere in anticipo il progetto, vogliamo condividerlo, invece ci si è lavorato all’ultimo momento e per forza».
E continua tornando a insistere su un punto: «Invece di andare ognuno per conto suo - afferma - perché non incontrarci a gennaio per parlare del festival di luglio? Ognuno poteva dire la sua, dare il suo contributo. Quanto è accaduto è la prova che da parte del Comune manca la regia, la pianificazione».
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