Il Tirreno

Lucca

Oggi i funerali del ragazzo che è annegato nel Serchio

di Andrea Giorgi
Oggi i funerali del ragazzo che è annegato nel Serchio

La salma di Sandun, morto a vent’anni, verrà tumulata nel cimitero urbano Il ricordo del datore di lavoro: «Era con noi da ottobre e non si lamentava mai»

2 MINUTI DI LETTURA





LUCCA. Nessun autopsia, nessuna riscontro diagnostico per stabilire se a causare il decesso di Sandun, il ventenne cingalese annegato nel Serchio durante un bagno con gli amici, possa essere stato un improvviso malore o una congestione. Il magistrato ha riconsegnato la salma alla famiglia e oggi alle 16 alla Cappella dell’ospedale si terranno i funerali del ragazzo che al termine delle esequie verrà sepolto nel cimitero urbano di S. Anna.

Intanto i genitori, la comunità cingalese e tutti coloro che conoscevano Sandun Hasala Perera Kuranage sono ancora increduli e sotto choc. Specie il datore di lavoro e i suoi compagni. E’ una piccola ditta di logistica per fiere ed eventi la Allestend di Coselli dove tra i nove dipendenti, figurava anche Sandun Hasala. «In ditta siamo come una famiglia – dice Alessandro Cattani, proprietario dell’attività commerciale – Sandun lavorava con noi ormai da quasi un anno. Aveva iniziato ad ottobre assieme ad altri due ragazzi suoi coetanei e cingalesi. Tre persone meravigliose, grandi lavoratori, sempre allegri e gentili. Siamo senza parole per quello che è accaduto: quando ho letto la notizia sul web non volevo crederci». In queste piccole ditte i turni sono molto lunghi e faticosi. Ma per Sandun non era mai stato un problema: «Lavorava molto anche per contribuire al mantenimento della famiglia. – continua Alessandro Cattani – Aveva una sorellina di un anno e mezzo e la situazione lavorativa dei genitori credo non fosse delle migliori. Per questo qualche giorno fa, quando gli ho detto che nei prossimi mesi ci avrebbero aspettato molti eventi, si è dimostrato subito contento di poter lavorare qualche ora in più. Al contrario di altri dipendenti che ho avuto in passato, che dopo pochi mesi non hanno retto il ritmo e si sono licenziati, lui non si è mai lamentato del troppo lavoro». Il pensiero del titolare della ditta va alla famiglia di Sandun: «Abitano non lontano dalla mia casa: è grazie alla nostra vicinanza che lo avevo assunto in ditta. Quando sono passato dalla loro casa per porgere le condoglianze ai genitori ho visto che c’era un capannello di persone. È una usanza cingalese e mi hanno spiegato che la cosa durerà alcuni giorni anche dopo le esequie. Ho mandato loro un gazebo per ripararsi dal sole e delle sedie: era il minimo che potessi fare per queste brave persone».

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Sicurezza

Massa, tre rapine in due ore in centro: arrestati due giovanissimi

di Redazione Massa