Proteste
Numero chiuso per bar e ristoranti
Lucca: il Comune avvia l’iter del piano delle funzioni, saranno disciplinate le nuove aperture delle attività di somministrazione
LUCCA. Il Comune decide di intervenire per regolamentare la presenza di attività di somministrazione nel centro storico. Nessun passo indietro rispetto alla liberalizzazione, ma un piano – che sarà discusso con le associazioni di categoria e con i cittadini – che eviti fenomeni come quelli attuali, 5-6 bar in 100-150 metri in una particolare fascia del centro e altre, più ai margini, senza alcun servizio.
Il via all’iter per arrivare a un piano delle funzioni, ovvero lo strumento che disciplinerà la materia, indicando di fatto strada per strada il numero di attività di uno stesso genere possibili, è annunciato a Il Tirreno dall’assessore alle attività produttive Giovanni Lemucchi e da quello all’urbanistica Serena Mammini.
E nell’ambito di questo piano si innestano altre due ipotesi: una è quella di creare una sorta di percorso, di itinerario dei negozi storici, con lo scopo di salvaguardare una delle identità più caratteristiche della nostra città che danno lustro al centro storico, richiando clientela anche da altre città.
L’altra è la revisione del regolamento del suolo pubblico. Il proliferare di attività di somministrazione ha infatti avuto come diretta conseguenza una occupazione a macchia d’olio di strade e piazze con tavoli e sedie.
«Non vogliamo certo impedire ai commercianti di lavorare – afferma l’assessore Lemucchi – ma è necessaria una regolamentazione più puntuale e meno invasiva».
Se ne riparlerà nel 2016, visto che per quest’anno il Comune ha deciso di lasciare le cose come sono.
Partirà invece ad agosto il confronto per arrivare al piano delle funzioni. Mammini e Lemucchi spiegano gli obiettivi: «Vogliamo arrivare ad avere uno strumento – dicono – che consenta di gestire le nuove aperture di locali evitando che in una strada avviino l’attività quattro bar e in quella accanto non ce ne sia neanche uno».
Mammini insiste su un concetto, l’armonia di fondo; Lemucchi punta l’accento sulla necessità di tutelare la città storica e sul difficile equilibrio fra sviluppo e mantenimento delle caratteristiche.
E ci si preoccupa anche delle garanzie e delle tutele per il consumatore e il turista: uno scadimento della qualità avrebbe ripercussioni anche sull’immagine della città.
L’unico strumento che in base all’attuale normativa consenta di intervenire è il piano delle funzioni, che si inserirà di fatto nel piano strutturale e in quello operativo (l’ex regolamento urbanistico).
Nella fase preliminare si dovrà fare un grande lavoro, ovvero la mappatura di strade e piazze del centro storico, una ricognizione minuziosa di tutte le attività presenti, delle necessità di residenti.
Un percorso – assicurano i due rappresentanti della giunta – che non potrà non essere partecipato e che, per la sua stessa natura, richiederà tempo, sicuramente più di un anno.
Sarà creato un apposito gruppo di lavoro a livello tecnico e ci sarà un confronto anche con la Regione, per verificare se determinate attività – come gli affittacamere o i temporary shop – dovranno anch’esse sottostare alle nuove regole.
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